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Cittadinanza ai figli degli immigrati, in Senato è il momento delle audizioni

Rete G2 e le altre associazioni convocate davanti alla Commissione Affari Costituzionali. Dovranno chiarire le “criticità” della riforma, ma chiederanno anche di fare presto senza aggiungere altri paletti

 

Roma – 29 marzo 2016 – Sulla riforma della cittadinanza per i figli degli immigrati la parola passa alla società civile. Domani pomeriggio in Senato si svolgerà un ciclo di audizioni informali per approfondire “gli aspetti ritenuti particolarmente critici” della riforma e in particolare del testo già approvato lo scorso ottobre dalla Camera dei Deputati.

Considerando le realtà che interverranno a partire dalle 13.30 davanti all’ufficio di presidenza della Commissione Affari Costituzionali è facile comunque presagire quale sarà, al di là dei pur necessari tecnicismi, il succo del messaggio rivolto ai senatori: “Fate diventare italiane le seconde generazioni”. Un obiettivo da raggiungere subito, senza perdere altro tempo e senza inserire ulteriori paletti al testo già approvato dalla Camera dei Deputati. 

Domani parleranno infatti Arci, Asgi, Lunaria, Cgil e naturalmente la  Rete G2 Seconde Generazioni, che riunisce i figli degli immigrati. Sono tutte associazioni promotrici della campagna “l’Italia sono Anch’io”, che ha raccolto oltre centomila firme per una proposta di legge popolare più “generosa” della riforma attuale (ad esempio voleva anche dimezzare i tempi per le naturalizzazioni degli adulti) e si è dovuta accontentare del compromesso raggiunto dalla maggioranza a Montecitorio. 

Saranno presenti anche Save The Children e Unicef, che significativamente hanno deciso di intervenire insieme a Rete G2, come a ribadire che i diritti e le esigenze dei minori sono unici, indipendentemente dalla sigla che li rappresenta. Ci sarà anche la voce di un tecnico, il prefetto Mario Morcone, capo del Dipartimento Libertà Civili e Immigrazione del Ministero dell’Interno, che già alla Camera si era detto fiducioso in una soluzione per i minori nati o arrivati da piccoli in Italia.

Pur convocati, non hanno invece confermato la loro presenza, a causa di problemi organizzativi, né l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani né l’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza. 

EP

 

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