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Gentiloni: “Non confondere l’immigrazione col terrorismo”

Il ministro degli Esteri: "Sarebbe un errore culturale, sui barconi ci sono persone disperate. Infiltrazioni? Il rischio c'è e vigiliamo"

Londra – 22 gennaio 2014 – "Ci sono di rischi di infiltrazione, anche notevoli, di terroristi dall'immigrazione. Per fortuna i nostri apparati di sicurezza sono allertati e funzionano, ma questo non ci consente di abbassare minimamente il grado di preoccupazione”.

Lo ha detto oggi il ministro degi Esteri italiano Paolo Gentiloni, che ha partecipato a Londra alla riunione della coalizione internazionale anti Is.

“Nessun Paese democratico – ha però precisato Gentiloni – può avallare alcuna confusione fra fenomeni migratori e terroristici e diffondere l'idea che dietro i barconi di disperati che approdano sulle nostre coste si annidi il terrorista col kalashnikov. Sarebbe un errore culturale, oltreché improbabile, dal punto di vista tecnico".

Il ministro ha parlato anche di immigrazione illegale, sottolinando l'importanza della collaborazione con i Paesi d'origine e di transito.

“I flussi migratori dai Paesi dell'Adriatico e dall'Albania ha ricordato Gentiloni – non sono stati risolti schierando le truppe, ma con strategie, accordi e cooperazione. E dalla Tunisia “nel 2014 abbiamo avuto pochissimi arrivi. Lì c'è stata una ripresa dello Stato e accordi di cooperazione con l'Italia". Il problema ora è la Libia, “da dove nel 2014 sono transitate e poi arrivate in Italia circa 140mila persone in 826 sbarchi".

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