Oltre 360mila soggiornanti stranieri.
Nell’ultimo decennio i nuovi immigrati sono stati 200mila
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ROMA – L’area romana continua ad essere il "massimo polo migratorio del paese", con oltre 360mila soggiornanti tra la capitale e gli altri comuni della provincia pari al 12 per cento degli immigrati presenti in Italia.
E’ quanto emerge dal Terzo rapporto dell’Osservatorio romano sulle migrazioni, elaborato dalla Caritas di Roma in collaborazione con Comune, Provincia e Camera di Commercio di Roma. I dati sono riferiti a rilevazioni compiute fino all’inizio del 2006.
In quest’area, nell’ultimo decennio, si sono stabiliti oltre 200mila nuovi stranieri con forti insediamenti in numerosi comuni intorno alla capitale.In particolare, il Lazio, dopo la Lombardia, è la regione con il più alto numero di immigrati; le due regioni accolgono rispettivamente un sesto e un quarto del totale della presenza straniera in Italia. Roma e Milano sono le capitali dell’immigrazione.
Secondo la stima del Dossier statistico immigrazione Caritas/ Migrantes, dei 3.035.144 stranieri soggiornanti regolarmente in Italia all’inizio del 2006, ben 418.823 si trovano nel Lazio e di questi 365.274 a Roma (12% su scala nazionale; 87,2% su scala regionale).Nella provincia di Roma sono presenti 190 gruppi appartenenti a popolazioni dei cinque continenti; il principale di essi è quello dei romeni (53.093 registrati; 70.936 stimati, pari al 19,6% dei romeni in Italia). Seguono immigrati provenienti da Filippine (23.027 e 30.766), Polonia (18.052 e 24.119).
A Roma secondo i dati dell’Ufficio di Statistica del Comune, all’inizio del 2006 risiedevano 235.708 stranieri (8,4% su scala nazionale; +5,3%). Dato significativo è che le donne rappresentano il 52,8% del totale, due punti percentuale in più rispetto alle medie nazionali. Ciò fa dire che "l’immigrazione nell’area romana è una ‘immigrazione al femminile’". I primi gruppi per numero sono filippini (28.328), romeni (28.274) e polacchi (11.874).
(19 aprile 2007)


