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Il richiamo dell’Onu all’Italia: eliminare il reato di clandestinità e limitare l’uso della detenzione dei migranti

Roma – 29 marzo 2016 – L’Italia dovrebbe eliminare il reato di clandestinità ed evitare la strategia securitaria che rappresenta un rischio per i diritti umani, lo afferma il Comitato Diritti Umani delle Nazioni Unite.

Il Comitato dal 6 al 10 marzo scorsi ha giudicato il grado di implementazione dei più fondamentali diritti umani in Italia.

Nel suo nuovo report, il Comitato Onu invita l’Italia ad astenersi dall’effettuare rimpatri collettivi e detenzioni di migranti, che violerebbero il diritto internazionale.

Secondo Riccardo Magi, segretario di Radicali Italiani, sono i rimpatri colletivi l’aspetto centrale del decreto Minniti, però il ministro dell’Interno non ha ancora chiarito come farà a renderli effettivi nel rispetto del diritto europeo e internazionale.

“Lo stesso si può dire per i centri adibiti al trattenimento dei migranti. Che si chiamino Cie o Cpr, poco cambia: queste strutture si sono già rivelate assolutamente inefficaci e punitive – lo afferma Magi – Per questo l’invito rivolto all’Italia dal Comitato per i diritti umani dell’Onu a limitare l’uso della detenzione dei migranti desta ulteriore preoccupazione.”

Secondo il segretario di Radicali Italiani il “securitario non è sinonimo di sicuro, né per i migranti, né per i cittadini italiani. La gestione di un fenomeno complesso come quello del flussi migratori richiede un cambio totale di approccio: da una parte è necessario mettere i Comuni nelle condizioni di fare bene accoglienza attraverso i progetti Sprar e puntando sull’inclusione sociale e lavorativa delle persone accolte; dall’altro togliere acqua al bacino dell’irregolarità, dello sfruttamento e dunque della criminalità, cogliendo opportunità e benefici dell’immigrazione.”

Il Comitato ha inoltre evidenziato la necessità di limitare l’uso della detenzione dei migranti (assicurandosi che sia effettivamente una misura utilizzata solo in extrema ratio).

“Ci auguriamo che le raccomandazioni dell’ONU servano a far capire all’Italia che la priorità è il rispetto dei diritti umani,” a dirlo è Patrizio Gonnella, presidente della Coalizione Italiana per le Libertà e i Diritti civili – CILD.

Aggiunge che “le raccomandazioni del Comitato Diritti Umani delle Nazioni Unite ci ricordano quanto ancora ci sia da fare nel nostro Paese su questo terreno”.

CILD accusa il governo di comprimere invece di allargare il campo dei diritti, con i decreti immigrazione e sicurezza li sta comprimendo.

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