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La spending review colpisce l’Unar. “Ci indeboliscono”

Tagli severi per l’ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali. Via nove dei tredici dipendenti, sostituito il direttore Monnanni. Fornero: “Scelte dolorose, ma necessarie”

Roma – 12 luglio 2012 – ““Le nostre risorse umane dovrebbero essere ventitre, sono già tredici e passeranno a quattro. Io stesso non sarò riconfermato. Così l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali viene indebolito”. È lo sfogo di Massimiliano Monnanni, direttore dell’Unar.

Con i tagli decisi dal governo tra spending review e altri interventi di razionalizzazione, l’ufficio che fa capo alla presidenza del Consiglio verrà fortemente ridimensionato. Nove degli attuali dipendenti provengono infatti da altre pubbliche amministrazioni, dove dovranno ritornare entro il prossimo ottobre.

Il direttore Monnanni verrà invece sostituito, probabilmente da un “interno”. Rientra infatti tra quei dirigenti di nomina fiduciaria della Presidenza del Consiglio (fu scelto dal precedente governo) ai quali la spending review impone di non rinnovare i contratti in scadenza. Il suo scade a fine luglio.

“Si apre il problema – denuncia il numero uno dell’Unar – su come farà questa struttura ad assicurare  gli impegni internazionali presi dal governo come la strategia nazionale sui rom e il Piano nazionale contro il razzismo. C’è anche il problema di disperdere il tessuto di competenze dell’Ufficio, visto che i dipendenti formati nel corso di anni, torneranno alle amministrazioni di competenza”.

Monnanni ieri ha partecipato alla presentazione a Palazzo Chigi della ricerca “I migranti visti dai cittadini” e si è commosso ed è uscito dalla sala quando gli è stato tributato un lungo applauso per il lavoro svolto.

È quindi intervenuto il ministro del Lavoro Elsa Fornero hspiegando che “dietro l’esercizio chiamato ‘spending review’ si celano decisioni molto difficili che questo governo ha dovuto affrontare. Tagliare le spese, ridurre gli sprechi, non rinnovare contratti, procedere alla riduzione degli addetti della pubblica amministrazione è per noi una politica dolorosa, ma necessaria. Si tratta di scelte impersonali”.

“Il direttore – ha aggiunto Fornero – è una persona molto preparata e che fa bene il suo lavoro, è l’esatto contrario della classica rappresentazione che si fa del dipendente pubblico per nulla dedito al suo lavoro e poco entusiasta. Ci sono molte persone come lui. Purtroppo, però, anche queste persone, per ragioni macroeconomiche, dovranno lasciarci. Io, dite voi, lo applaudo ma lascio che vada via. È così: è una contraddizione, ma sono decisioni necessarie”.

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