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I dubbi di Migrantes sullo stato di emergenza: “Costa più che aggiustare il sistema accoglienza”

Roma, 12 aprile 2023 – Il governo Meloni ha deliberato lo stato di emergenza a causa dell’aumento degli sbarchi di migranti avvenuto negli ultimi mesi. Con questo provvedimento, di fatto, l’esecutivo ha la possibilità di ricorrere a una serie di fondi specifici, il primo da 5 milioni di euro. E potrà anche accelerare le pratiche di espulsione dei profughi che non hanno diritto di protezione internazionale. Secondo alcuni, però, proprio quest’ultimo punto potrebbe essere sfruttato per evitare di dover analizzare nel dettaglio molti documenti. A sottolineare alcuni dubbi rispetto alla decisione dell’esecutivo è stato anche il monsignor Giancarlo Perego, presidente di Migrantes, durante un’intervista rilasciata a Radio Vaticana.

Migranti, cosa potrebbe succedere con lo stato di emergenza

“Credo che la dichiarazione dello stato di emergenza da una parte possa essere utile per accelerare azioni di trasferimento di persone che in maggiore misura in questo anno, tre volte tanto, stanno raggiungendo soprattutto le coste di Lampedusa. Non deve però questo stato di emergenza far dimenticare un fatto: il sistema di accoglienza in Italia ha bisogno di essere rafforzato. E al tempo stesso non bisogna dare la percezione che i migranti, i rifugiati che stanno arrivando sono un problema emergenziale. Nel senso che non possiamo approfondirlo e affrontarlo all’interno di un contesto magari più ampio e più attento. Non dimenticando poi che l’emergenza costa molto di più rispetto al normale affrontare l’accoglienza“, ha sottolineato il monsignor Giancarlo Perego, presidente della Fondazione Migrantes durante la trasmissione Il Mondo alla Radio.

“Quindi da questa parte credo che in questo momento debba essere valutata con molta attenzione se occorrono degli strumenti straordinari. O se non si debbano da una parte mettere in atto una serie di azioni ulteriori rispetto a quelle già in atto per lo sgombero di Lampedusa. E, al tempo stesso, che è l’aspetto veramente più importante e necessario, rafforzare e ampliare il piano di accoglienza nelle diverse regioni italiane”, ha aggiunto poi in conclusione.

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