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Nuovo decreto covid, tutte le regole in vigore adesso

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Roma, 23 febbraio 2021 – Il nuovo decreto entrato in vigore mantiene la linea dura richiesta dagli scienziati di limitare la circolazione delle persone e tentare così di circoscrivere i contagi del covid. Proprio per questo motivo è stato deciso di prorogare per altri 30 giorni il divieto di spostamento tra le regioni, e di vietare le visite a parenti e amici nelle zone rosse.

Nuovo decreto covid, spostamenti tra regioni vietati fino al 27 marzo

Il nuovo decreto covid ha prorogato il divieto di spostamento tra le regioni per altri 30 giorni, quindi fino al 27 marzo. Ovviamente, rimane consentito oltrepassare i confini in caso di comprovate esigenze di lavoro, necessità e salute. Per poterlo fare, però, sarà necessario portare con sé l’autocertificazione che giustifica il movimento. Nelle norme, poi, è specificato che la veridicità delle autocertificazioni “sarà oggetto di controlli successivi e la falsità di quanto dichiarato costituisce reato”. L’esecutivo guidato da Mario Draghi, inoltre, ha sottolineato che “la giustificazione del motivo di lavoro può essere comprovata anche esibendo adeguata documentazione fornita dal datore di lavoro (tesserini o simili) idonea a dimostrare la condizione dichiarata”.

Per quanto riguarda i motivi di salute, invece, è necessario allegare all’autocertificazione la documentazione che prova la necessità di uscire fuori dalla propria regione di residenza. Tra i motivi di urgenza può rientrare anche l’assistenza a persone non autosufficienti. Tuttavia, “la necessità di prestare assistenza non può giustificare lo spostamento di più di un parente adulto, eventualmente accompagnato dai minori o disabili che abitualmente egli già assiste”. Infine c’è la questione dei genitori separati. Il nuovo decreto covid dichiara che sono consentiti gli spossamenti per raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore o l’affidatario, oppure per condurli presso di sé. Gli spostamenti, però, “devono avvenire scegliendo il tragitto più breve e nel rispetto di tutte le prescrizioni di tipo sanitario.” Devono infine rispettare le modalità previste dal giudice con i provvedimenti di separazione, divorzio o secondo quanto concordato tra i genitori”.

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Seconde case e visite ad amici e parenti

Con il nuovo decreto covid è caduto il permesso di andare a trovare amici e parenti in un’abitazione diversa da quella della propria residenza nelle zone rosse. Permane, invece, nelle regioni, nei comuni e nelle province in fascia arancione e gialla. Ovviamente, nei limiti del coprifuoco imposto tra le 22 e le 5 del mattino. Per quanto riguarda i piccoli comuni in zona arancione rimane poi consentito spostarsi anche verso i comuni confinanti, purché “entro i 30 chilometri”. In tutte le fasce di colore, inoltre, resta l’obbligo di salire nella stessa macchina in massimo tre persone non conviventi, senza occupare il sedile a fianco del guidatore e indossando sempre la mascherina. Questo non vale però per i nuclei familiari.

Infine, secondo il nuovo decreto covid è sempre consentito andare nelle seconde case. Anche se si trovano in una zona rossa o fuori dalla regione di residenza. In questo caso, però, ci può andare solamente un nucleo familiare. La casa di destinazione, poi, non deve essere abitata da persone non appartenenti ad esso. Nelle seconde case che si trovano nella fascia gialla, va ricordato, vale anche la regola delle visite ad amici e parenti. Quindi si può andare in due persone, esclusi i figli minori di 14 anni e le persone non autosufficienti, anche se la casa è abitata. Chiaramente, però, non ci si può fermare a dormire e si deve rispettare il coprifuoco. Se si tratta di una casa in affitto, poi, bisogna poter dimostrare che il contratto è stato chiuso prima del 14 gennaio.

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