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Pd Roma: mozione in Campidoglio per “cittadinanza onoraria ai figli degli immigrati”

Presentata una mozione in Consiglio Comunale nella quale si propone di riconoscere la ‘cittadinanza onoraria’ a tutti i figli di immigrati che nascono in Italia, previo una verifica sull’integrazione e inserimento sociale e culturale dei genitori

Roma, 31 gennaio 2012 – ”Questo riconoscimento e’ un riconoscimento simbolico, culturale e civico, per spingere il Parlamento a modificare la legge attuale che, non consente di avere la cittadinanza fino ai 18 anni, ai nati in Italia figli di immigrati”.

Lo dichiarano i consiglieri del Pd Athos De Luca, insieme a Palo Masini, rispondendo all’appello del Presidente della Repubblica che aveva dichiarato: ”E’ una follia non riconoscere la cittadinanza ai figli di emigrati che nascono in Italia”, e seguendo l’esempio di numerosi Comuni come Pesaro, Milano, Torino e Napoli.

I due esponenti del Pd hanno quindi presentato una mozione in Consiglio Comunale, nella quale si propone di riconoscere la ‘cittadinanza onoraria’, a tutti i figli di immigrati che nascono in Italia, previo una verifica sull’integrazione e inserimento sociale e culturale dei genitori nel nostro paese. Dal confronto del numero di cittadinanze assegnate con il numero dei residenti stranieri dei Paesi Europei, le percentuali piu’ alte sono state raggiunte in Portogallo (5,8 cittadinanze ogni cento stranieri), Svezia (5,3), Regno Unito (4,5). La media europea e’ del 2,4 e l’Italia e’ al di sotto, con l’1,5.

”Chi nasce in Italia – proseguono De Luca e Masini – ha solo una finestra temporale, tra i 18 e i 19 anni per pagare 200 euro, come previsto dal pacchetto sicurezza di Maroni e inoltrare la domanda di cittadinanza. Se non riesce a trovare un lavoro o non prosegue gli studi, per l’attuale legge – ricordano i due rappresentanti del Pd – diventa un irregolare”.

”Ma attenzione: i figli di immigrati devono aver vissuto ininterrottamente in Italia e poterlo dimostrare con certificati di vaccinazione e frequenza scolastica perche’ basta aver trascorso una vacanza nel paese di origine – concludono – o non aver notificato un cambio di residenza per compromettere la possibilita’ di ottenere la cittadinanza. In Italia il diritto di cittadinanza non si acquisisce per il semplice fatto di esservi nati e, dunque, la condizione giuridica dei bambini di origine straniera nati in Italia, e’ strettamente connessa alla condizione dei genitori”.

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