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“Proteggiamo profughi e migranti”, gli impegni dei leader del mondo all’Onu

Adottata la Dichiarazione di New York. Ban Ki-moon: “Un punto di svolta nei nostri sforzi collettivi per affrontare la mobilità umana”

 

Roma –  20 settembre 2016 – I leader del mondo insieme, almeno sulla carta, per proteggere i diritti di rifugiati e migranti, salvare le loro vite e dividersi la responsabilità dei grandi flussi su scala globale. 

È quello prevede la Dichiarazione di New York, adottata ieri al Palazzo di Vetro dell’Onu all’apertura del primo summit su Rifugiati e Migranti. Un insieme di impegni per affrontare le sfide attuali e per preparare il mondo a quelle future. Tra questi, spiega una nota delle Nazioni Unite: 

– “Proteggere i diritti umani di tutti i profughi e i migranti, indipendentemente dal  loro status. Questo include i diritti di donne e ragazze e la promozione della loro piena, uguale e significativa partecipazione nel trovare soluzioni;

– Assicurare che tutti i minori rifugiati e migranti ricevano un’educazione entro pochi mesi dal loro arrivo;

– Prevenire e contrastare la violenza sessuale e di genere;

– Supportare quei Paesi che salvano, ricevono e ospitano grandi numeri di rifugiati e migranti;

– Lavorare per far finire la pratica di detenzione dei minori con lo scopo di determinare il loro status migratorio;

– Condannare con forza la xenofobia contro rifugiati e migranti e supportare una campagna globale per contrastarla;

– Rafforzare il contributo positivo dei migranti allo sviluppo economico e sociale nei Paesi che li ospitano;

– Migliorare l’assistenza umanitaria e allo sviluppo per i Paesi più colpiti, anche attraverso soluzioni finanziarie innovative, con l’obiettivo di colmare tutte le mancanze di fondi;

– Implementare una risposta generale sui rifugiati, basata su una nuova cornice che definisce le responabilità degli Stati membri, dei partner della società civile e del sistema delle Nazioni Unite ogni volta che c’è un grande movimento di rifugiati e una situazione che si protrae nel tempo;

– Trovare nuove case per tutti i rifugiati identificati dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) come bisognosi di reinsediamento;

– Espandere le opportunità per i rifugiati di essere ricollocati in altri Paesi ad esempio attraverso la mobilità del lavoro o programmi di studio;

– Rafforzare la governance globale delle migrazioni inglobando l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) nel sistema delle Nazioni Unite”.

“Questo summit rappresenta una svolta nei nostri sforzi collettivi per affrontare le sfide della mobilità umana” ha detto il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon congratulandosi con gli Stati membri. L’adozione della dichiarazione di New York significherà che “più minori possano frequentare la scuola, più lavoratori possano cercare in sicurezza un lavoro all’estero, al posto di essere alla mercé dei trafficanti, e che per più persone spostarsi sarà una scelta se noi poniamo fine alla guerra, sosteniamo la pace e aumentiamo le opportunità nei Paesi di Origine”. 

Intanto, sono partiti anche i negoziati che porteranno a una conferenza internazionale e all’adozione nel 2018 di una patto globale per “una migrazione sicura, ordinata  regolare”. 

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