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Regolarizzazione. Centomila ancora in attesa, bocciato uno su tre

Firmati finora ventitremila contratti e altrettante richieste di permesso di soggiorno, ma ci sono anche tredicimila rigetti. Ma la stragrande maggioranza degli invisibili non sa ancora come andrà a finire

Roma – 16 aprile 2013 – La maratona della regolarizzazione è arrivata al traguardo per oltre trentacinquemila lavoratori immigrati e per altrettante famiglie o aziende che li occupavano in nero. In un caso su tre, però, è finita male.

Da tempo non si puntano i riflettori sul destino delle 134 mila domande presentate tra il 15 settembre e il 15 ottobre scorso, per rientrare nell’emersione varata dal  governo Monti, sui mandato del Parlamento, prima dell’entrata in vigore delle pene più severe per chi impiega lavoratori stranieri irregolari. Eppure, centomila invisibili sono ancora in attesa.

Gli immigrati vogliono sapere se potranno finalmente uscire alla luce del sole, scoprire se dopo anni di “nero” potranno firmare un contratto vero e mettersi in tasca un permesso di soggiorno, senza più temere, ogni volta che incrociano una divisa o un lampeggiante, di essere rimandati in patria con un’espulsione. Ma anche i loro datori di lavoro vorrebbero tirare un sospiro di sollievo all’idea di essere in regola, senza più rischiare multe salate e fino a tre anni di reclusione.

A che punto siamo? Un report fornito dal ministero dell’Interno a Stranieriinitalia.it, ch epubblichiamo in fondo alla pagina, spiega che alla data del 9 aprile 2013 risultavano “lavorate 82.190 domande”. Dove per “lavorate” si intende uno status piuttosto vago, che può corrispondere a diverse tappe del percorso compiuto dalle domande tra gli uffici che se ne stanno occupando: direzioni territoriali del lavoro, questure e sportelli unici per l’Immigrazione.

I dati più interessanti sono quelli sulle domande già al traguardo. In 23 mila casi si è arrivati alla firma del contratto di soggiorno e quindi alla richiesta del permesso di soggiorno: vuol dire che il rapporto di lavoro e la permanenza del lavoratore in Italia sono ormai a tutti gli effetti regolari.  L’altra faccia della medaglia sono  13 mila domande rigettate, perché non c’erano i requisiti. Per ora non è dato sapere quali sono gli intoppi maggiori, ad esempio il versamento dei contributi arretrati o la prova di presenza in Italia dal 2011, per citare solo due dei tanti paletti di questa regolarizzazione.

Conviene tenere d’occhio anche le quasi diecimila domande che risultano “in fase di integrazione”. Potrebbero nascondere infatti molte altre bocciature, che arriveranno se datori e lavoratori non presenteranno la documentazione che gli Sportelli Unici per l’Immigrazione ritengono indispensabile per accettare la domanda. Anche in questi casi, la prova di presenza in Italia potrebbe fare la differenza.

E tutti gli altri ancora in attesa? Si armino di pazienza, perchè ce ne vorrà tanta. “Qui a Milano stanno esaminando ancora le domande arrivate dal 15 al 30 settembre, mentre sappiamo che il grosso è arrivato nei giorni a ridosso del 15 ottobre” spiega  Maurizio Bove, responsabile immigrazione della Cisl meneghina. E mentre passa il tempo, crescono tensioni e incertezze.

“L’assicurazione che verrà rilasciato un permesso per attesa occupazione se intanto il rapporto di lavoro si interrompe ha calmato molte persone. Rimangono però – sottolinea Bove – le ansie legate alla prova di presenza, riguardo alla  quale ci risulta che non ci siano posizioni univoche tra le diverse prefetture: alcune, ad esempio, accettano una dichiarazione del medico della persona badata, altre no”.

Elvio Pasca

STATO DI AVANZAMENTO PROCEDURE EMERSIONE 2012
fonte: Ministero dell’Interno
"Alla data del 9 aprile 2013, sono state lavorate 82.190 domande così suddivise:
 
–          23.255 definite con la firma del contratto di soggiorno e la richiesta del permesso di soggiorno;
–          10.817 già convocati
–          9.746 in fase di integrazione
–          13.417 rigettate
–          183  rinunce
–          24.772  valutate positivamente dalla DTL e dalla Questura calendarizzate per la convocazione
"

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