Si attendeva il parere della Conferenza Unificata sul permesso a punti. Rinviato, non si sa a quando
Roma – 29 ottobre 2010 – Cammina a rilento l’accordo di integrazione, che obbligherà ogni nuovo immigrato a raggiungere determinati traguardi per rimanere in Italia.
Ieri il regolamento dell’accordo varato a giugno dal governo era all’ordine del giorno in Conferenza Unificata, dove i rappresentanti di regioni, provincie e comuni dovevano esprimere un parere, ma è stato rinviato alla prossima seduta, che ancora non è stata fissata. Nonostante le rassicurazioni di Maroni, gli enti locali vogliono vederci chiaro su modalità e fondi stanziati per la realizzazione dell’accordo.
Firmando l’accordo, i cittadini stranieri di impegneranno a imparare l’italiano (livello base) e nozioni elementari di educazione civica, a far frequentare ai figli la scuola dell’obbligo e ad aderire alla “Carta dei valori della cittadinanza e dell’integrazione” del ministero dell’Interno. Gli Sportelli unici per l’immigrazione verificheranno dopo due anni i progressi fatti, e chi non ha raggiunto gli obiettivi avrà un altro anno di tempo per recuperare, altrimenti perderà il permesso di soggiorno.
L’integrazione si misurerà con dei punti (o crediti) associati alle conoscenze linguistiche, ai corsi frequentati e ai titoli di studio di ogni straniero , ma anche a determinati comportamenti, come la scelta del medico di base, la registrazione del contratto d’affitto e le attività imprenditoriali o di volontariato. I punti però si perderanno in caso di condanne penali o gravi illeciti amministrativi.
Elvio Pasca