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Norvegia, il partito di Breivick verso il governo

Elezioni vinte dalla coalizione di cui fa parte il Partito del Progresso. La sua leader combatte contro “l’islamizzazione strisciante”,  tra i suoi militanti anche il boia di Oslo e Utoja

Roma – 10 settembre 2013 – Vira a destra l’elettorato norvegese. E rischia di mandare nella stanza dei bottoni un partito populista e xenofobo che ha visto tra i suoi militanti anche Anders Behring Breivik, l’uomo che due anni fa uccise 77 persone tra Oslo e Utoja in nome di una folle crociata contro il multiculturalismo.

Ieri le prime elezioni politiche dopo quelle stragi hanno dato la vittoria alla coalizione di centrodestra formata da conservatori, Partito del Progresso, liberali e cristiano-democratici. La leader dei conservatori Erna Solberg sarà con ogni probabilità primo ministro, ma dovrà pagare un prezzo al Partito del Progresso guidato da un’altra donna, Siv Jensen, che finora, pur avendo molti sostenitori, non era mai arrivato al governo.

Sin dagli anni ‘90 il Partito del Popolo ha iniziato una lunga serie di battaglie contro l’immigrazione, in particolare contro quella musulmana. In un celebre discorso del 2009, Jensen denunciò “l’islamizzazione strisciante” (snikislamisering) della Norvegia, in un’altra occasione definì la lotta all’islam radicale, paragonato al nazismo e al comunismo, “una delle battaglie più importanti del nostro tempo”.

Idee condivise anche da Breivik, che nel 2002 fu presidente di una sezione locale dell’organizzazione giovanile del Partito del Progresso. Quello stesso anno, secondo le indagini, iniziò a progettare gli attentati che poi insanguinarono la Norvegia.
 

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