Iscritta al biennio di finanza alla Cattolica, lavora anche in un call-center per "arrotondare". Quest’anno per la prima volta torna per in vacanza in Camerun. "Ma la mia vità la immagino in Italia"
Malgrado la borsa di studio, per poter vivere in una città come Milano, Annie ha bisogno di un lavoro part-time. E così trova un impiego in un call-center. "E’ un posto che non ho mollato neanche ora che ho preso la laurea breve – racconta – pago 400 euro di affitto e non posso certo permettermi di lasciarlo".
La laurea arriva nel settembre 2006. Già ad agosto Annie comincia a mandare in giro il suo curriculum. E alla fine, dopo vari colloqui, viene scelta come consulente finanziario in una banca milanese. "Sono una libera professionista – precisa – il mio compito è quello di cercare clienti per gestire i loro risparmi. Non è semplice. Serve una vasta rete di conoscenze. Ma certo non mi scoraggio. L’obiettivo che mi sono data è crearmi un buon portafoglio clienti entro sei mesi. Mi sono subito data da fare organizzando serate con amici, conoscenti, parenti per spiegare il mio lavoro. Spero che i frutti arrivino presto".
Nel frattempo Annie si è iscritta anche al biennio in finanza alla Cattolica, senza lasciare il call center, e ha fatto domanda per una casa popolare. "A volte mi chiedo come faccia a trovare il tempo per fare tutto. Eppure ci riesco, cercando di non farmi travolgere dalla frenesia per far quadrare il cerchio".
Quest’anno, per la prima volta, l’idea è di tornare per un mese in Camerun a trovare la famiglia. Ma sarà solo una visita. Gli obiettivi per il futuro sono chiari: restare a Milano. "A Yaoundé tornerò a vivere quando andrò in pensione".
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MILANO – Annie Tchappi, camerunense, non è mai tornata in patria da quando, 4 anni fa, è salita su un aereo a Yaoundé, destinazione Milano, con l’obiettivo di iscriversi in un’università italiana. Il viaggio lo ha preparato con cura, studiando per un anno l’italiano prima di partire. "A Milano viveva mio zio – spiega – lui è laureato in ingegneria e anch’io in realtà volevo studiare la stessa materia, ma al Politecnico non hanno accettato la mia domanda per questioni burocratiche e così, dopo aver seguito per un anno un corso di programmatore informatico, mi sono buttata nel campo dell’economia, iscrivendomi alla Cattolica, facoltà di scienze bancarie, finanziarie e assicurative".
(20 luglio 2007)
Andrea Gagliardi



