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IMMIGRAZIONE: ANCORA CLANDESTINI MORTI IN CANALE SICILIA/ANSA IL RACCONTO DI 31 SUPERSTITI, CADAVERI

(ANSA) – LAMPEDUSA (AGRIGENTO), 21 FEB – Un’altra strage di clandestini, dal bilancio ancora incerto, potrebbe essersi consumata in questi giorni nel Canale di Sicilia. A sostenerlo sono alcuni dei 31 extracomunitari, tra cui quattro donne e due bambini, soccorsi questa mattina a largo di Lampedusa su un gommone alla deriva. "Eravamo molti di più, alcuni di noi sono morti durante la traversata e i loro cadaveri sono stati gettati in mare", hanno raccontato dopo il loro arrivo nel Centro di prima accoglienza dell’isola. Le testimonianze degli immigrati sono ancora al vaglio degli investigatori, ma la loro ricostruzione viene ritenuta sostanzialmente attendibile, tranne che sul numero esatto delle vittime. Alcuni extracomunitari hanno infatti parlato di sette morti, altri addirittura di 18. L’unica certezza è che tutti sono sotto choc, visibilmente provati da una traversata durata cinque giorni, senza cibo né acqua, segnata dal maltempo e dalle peripezie. "Siamo partiti venerdì scorso dal porto libico di Al Zwara – ha riferito uno dei sopravvissuti – stipati su quel gommone. Prima abbiamo perso la rotta, poi è finito il carburante e siamo rimasti in balia del mare in tempesta. Due di noi, che si erano alternati al timone, si sono gettati in mare nel tentativo di raggiungere un’imbarcazione in lontananza. Gli altri sono morti di stenti. Tra di loro c’erano anche alcune donne che non ce l’hanno fatta". Una lunga odissea che si è conclusa solo questa mattina, quando il gommone alla deriva è stato avvistato a 67 miglia a Sud Est di Lampedusa da un peschereccio, che ha raccolto anche due clandestini che si erano gettati in acqua per raggiungerlo. Dopo l’allarme lanciato via radio dal comandante del motopesca nella zona è intervenuto un elicottero del comando aeronavale della Guardia di Finanza, che ha segnalato la presenza di un corpo che galleggiava. Una circostanza che è stata successivamente collegata con i due naufraghi soccorsi. Ma il racconto dei superstiti ha rimesso nuovamente tutto in discussione e le foto dell’avvistamento, scattate dall’alto, vengono adesso esaminate con attenzione per stabilire se si tratti di uno dei cadaveri abbandonati in mare. I 31 clandestini, dopo il trasbordo su una motovedetta della Guardia di Finanza, hanno cominciato a raccontare a gesti e con frasi smozzicate la loro tragica traversata. A Lampedusa sono giunti in uno stato pietoso, con il corpo bruciato dalla salsedine e dal contatto con la benzina. Per due di loro, che presentano ustioni particolarmente gravi, i medici hanno chiesto il trasferimento in eliambulanza a Palermo.(ANSA).

(21 febbraio 2007)

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