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Commissione Ue: “Studenti Ue non devono specificare il reddito”

Secondo Frattini è sufficiente dichiarare che si è autosufficienti. La risposta a un’interrogazione Bruxelles – 10 marzo 2008 – Gli studenti comunitari che hanno scelto di studiare in un Paese dell’Ue “possono dichiarare che dispongono di risorse sufficienti, senza che gli Stati membri abbiano la facoltà di esigere che tale dichiarazione citi un ammontare specifico di risorse”. E’ ciò che Franco Frattini ha risposto a nome della Commissione europea, di cui è vicepresidente, all’interrogazione fattagli dall’europarlamentare Roberta Angelilli.

La questione è stata sollevata all’inizio di dicembre in merito alla situazione verificatasi nel Comune di Forio, in Provincia di Napoli, dove, dopo numerose richieste, non veniva permessa l’iscrizione all’anagrafe di una cittadina di nazionalità francese (così come previsto per i soggiorni superiori a tre mesi) nonostante il possesso della documentazione necessaria. Nello specifico, si legge nell’interrogazione di Angelilli, le è stato richiesto l’atto di nascita che per legge non occorre, e le è stata negata la possibilità di auto-certificare la disponibilità delle proprie risorse economiche, così come previsto per la categoria degli studenti e per le persone in cerca di lavoro.

Il 29 febbraio il Vice Presidente Frattini ha chiarito in primo luogo che “i cittadini dell’Unione non sono tenuti a produrre il loro certificato di nascita quale prova di identità, in quanto ai fini della loro registrazione è sufficiente esibire la carta d’identità o il passaporto”. Inoltre ha appunto sottolineato che gli studenti, come la persona cui si riferisce la denuncia di Roberta Angelilli, possono dichiarare che dispongono di risorse sufficienti senza l’obbligo di specificarne l’ammontare.

L’interrogazione di Angelilli e la risposta di Frattini

A.I.

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