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Immigrazione. Il clima la farà crescere, l’Ue si prepara

Nel Nord Africa e nell’area del Sub Sahara, si potrebbe perdere circa il 75% della terra coltivabile. Aumenterà la pressione sull’Europa Bruxelles – 10 marzo – Ora a incrementare il fenomeno migratorio ci si mette anche il clima. E l’Europa intende correre ai ripari. Secondo un documento citato dall’ International Herald Tribune (Iht) che giovedì prossimo sarà in discussione al Vertice dei capi di Stato e di governo dell’Ue, "la pressione migratoria ai confini dell’Unione, l’instabilità politica e la conflittualità potranno crescere in futuro" a causa dei cambiamenti climatici.

Si tratterebbe di mutamenti capaci di far diminuire l’offerta di cibo e di acqua nei paesi più poveri del Nord Africa e del Medio Oriente.

Le Nazioni Unite prevedono un flusso di milioni di immigrati che, entro il 2020, busseranno alla porta dell’Europa. Nel Nord Africa e nell’area del Sub Sahara, si potrebbe perdere circa il 75% della terra coltivabile. Infatti, il documento, che secondo quanto riferito da Iht sarà presentato dall’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’Ue Javier Solana, elenca una serie di fenomeni che potrebbero destabilizzare i paesi poveri e accrescere le tensioni sociali e religiose.

I capi di Stato e di governo dell’Ue, anticipa il quotidiano, solleciteranno "proposte più dettagliate sul cambiamento climatico e la sicurezza entro la fine dell’anno". Il Consiglio dovrebbe rivedere anche l’obiettivo che l’Ue si è data lo scorso anno sul taglio delle emissioni di almeno il 20% dei gas serra entro il 2020. Le conclusioni della bozza in esame al Vertice suggerirebbero l’ipotesi di un accordo su un "pacchetto coerente" entro il 2008, con leggi in vigore dal 2009.

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