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Cutro, naufragio del Summer Love: le ONG parte civile chiedono giustizia e verità

Roma, 22 luglio 2025 – EMERGENCY, Louise Michel, Mediterranea Saving Humans, Sea-Watch, SOS Humanity e SOS MEDITERRANEE hanno accolto con soddisfazione il rinvio a giudizio dei sei imputati per il naufragio di Cutro, avvenuto il 26 febbraio 2023. Con questo passo giudiziario, si apre la possibilità concreta di fare finalmente luce sulla catena di negligenze che ha causato la morte di almeno 94 persone, lasciando ancora oggi un numero imprecisato di dispersi.

Il processo riguarda quattro militari della Guardia di Finanza e due della Guardia Costiera, accusati dalla Procura della Repubblica di Crotone di naufragio colposo e omicidio colposo plurimo, a causa delle gravi omissioni nelle operazioni di soccorso. Secondo le ONG, l’intervento delle autorità è stato tardivo, superficiale e, in ultima analisi, inefficace, contribuendo in modo decisivo alla tragedia.

Le organizzazioni si sono costituite parte civile per assicurarsi che le responsabilità siano accertate non solo nei confronti degli imputati, ma anche di eventuali funzionari o autorità di livello superiore che potrebbero aver avuto un ruolo nell’omissione di soccorso.

I tempi sono fondamentali per la buona riuscita delle operazioni di soccorso – sottolineano – e in questo caso i ritardi non sono stati un incidente, ma una vera e propria negligenza, che non può restare impunita”.

Le ONG ribadiscono inoltre che il diritto internazionale e il dovere di soccorrere chi è in difficoltà in mare devono essere rispettati sempre, anche e soprattutto nel Mediterraneo, dove le tragedie continuano a ripetersi nell’indifferenza delle istituzioni.

Infine, EMERGENCY, Louise Michel, Mediterranea Saving Humans, Sea-Watch, SOS Humanity e SOS MEDITERRANEE chiedono:

  • la fine immediata della criminalizzazione delle persone in movimento;
  • il ripristino di efficaci operazioni di ricerca e soccorso, con il supporto dell’Unione Europea attraverso una missione dedicata.

Il processo di Crotone si prospetta dunque come un momento chiave per ottenere giustizia, ristabilire il primato della legge internazionale e onorare la memoria delle vittime, affinché tragedie come quella di Cutro non si ripetano mai più.

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