Roma, 26 agosto 2025 – Il governo sta studiando nuove modalità per favorire l’ingresso di lavoratori stranieri extra Ue, andando oltre il sistema delle quote che fino ad oggi ha caratterizzato il decreto flussi. L’obiettivo è duplice: superare il caos del click day e affrontare la crescente scarsità di manodopera che pesa sia sulle imprese sia sulle famiglie italiane. La strada individuata è quella dei percorsi di formazione nei Paesi d’origine, così da garantire arrivi più stabili e profili professionali già preparati alle esigenze del mercato.
Un cambio di passo che non sarà immediato: oggi le attese burocratiche superano spesso l’anno e le quote disponibili si esauriscono in pochi secondi, trasformando il click day in una sorta di lotteria che lascia insoddisfatti lavoratori e datori di lavoro. Nonostante lo sforzo organizzativo, i numeri restano bassi: nel biennio 2023-2024 solo il 16% dei lavoratori richiesti ha effettivamente firmato un contratto di lavoro, a conferma di un sistema farraginoso che non copre il reale fabbisogno di manodopera.
Il nuovo decreto, approvato il 30 giugno con una proiezione triennale, apre però spiragli importanti: dal 2026 non ci saranno più limiti agli ingressi nel settore dell’assistenza ai disabili e agli anziani non autosufficienti, e più in generale si punterà a canali meno rigidi e più aderenti alle esigenze concrete.
Tuttavia, il sottosegretario Alfredo Mantovano ha invitato a non illudersi: i click day non spariranno subito e i tetti numerici resteranno almeno per un periodo di graduale affiancamento tra i due meccanismi. Una transizione lenta, che punta a rendere il sistema più efficiente e utile alle imprese, senza però rinunciare ai necessari strumenti di controllo che negli ultimi anni hanno ridotto le truffe e garantito maggiore trasparenza.


