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Frattini: “L’offerta di lavoro irregolare attira clandestini”

"È di importanza vitale riconoscere che la certezza di trovare lavoro illegale nei paesi dell’Unione europea è la leva principale per l’immigrazione illegale dai paesi terzi. Oltre ad essere contro la legge, il lavoro irregolare è nocivo".

È partendo da queste considerazioni che il vicepresidente della Commissione europea Franco Frattini ha promosso la direttiva contro chi assume lavoratori clandestini. Si vuole sanare una piaga che, secondo le stime dell’esecutivo Ue, vede dai tre agli otto milioni di immigrati irregolari inseriti in un circuito di economia sommersa da cui arriva tra il 7 e il 16% del prodotto interno lordo dell’Unione.

Chi viene attirato da questa offerta di lavoro nero si scontra secondo Frattini con una "realtà di sfruttamento e condizioni quasi di schiavitù: nessuna protezione sui cantieri o quando si entra contatto con pesticidi pericolosi, da 12 a 16 ore di lavoro al girono a volte per appena 30€". Senza contare poi il legame tra il lavoro irregolare e i "tragici viaggi, spesso organizzati dai trafficanti di uomini, che causano 3-4000 morti l’anno".

Ci sono poi le ricadute economiche. "Queste assunzioni illegali distorcono anche la competizione e il funzionamento del mercato interno, per questo dobbiamo essere fermi e agire insieme per combattere con forza questo fenomeno, creando sanzioni di questo tipo per i datori e assicurando che vengano applicate efficacemente" aggiunge il vicepresidente della commissione europea.

L’anno scorso nell’Unione appena il 2% delle imprese è stata oggetto di controlli, il testo presentato dalla Commissione punta a quintuplicare questo dato. "Credo che la direttiva possa essere un forte deterrente per chi pensa di offrire lavoro agli immigrati irregolari" ha concluso Frattini.

(16 maggio 2007)

 

EP

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