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Gran Bretagna: mozione in Parlamento per chiedere una regolarizzazione

La richiesta al governo dopo un sondaggio tra la popolazione della "Strangers into Citizens Campaign". Il 66% degli inglesi è d’accordo a regolarizzare chi lavora

LONDRA – Sei parlamentari inglesi hanno presentato venerdì una mozione per chiedere al governo inglese una regolarizzazione dei clandestini.

La mozione arriva a pochi giorni da un sondaggio commissionato da "Strangers into Citizens Campaign", che mostra che due terzi (66%) degli inglesi sono favorevoli alla regolarizzazione dei clandestini in Inghilterra se hanno un lavoro e che pagano le tasse. Il sondaggio rivela allo stesso tempo che due terzi (67%) degli inglesi credono che bisogna permettere ai richiedenti asilo di lavorare.

La maggior parte degli inglesi non approva il modo in cui il governo inglese gestisce l’immigrazione. Dal sondaggio risulta che solo 21% ritiene che l’immigrazione è gestita bene in paese. Mentre gli inglesi sono favorevoli alla linea dura contro i clandestini che mentono per accedere ai servizi sociali, sono molto favorevoli ai richiedenti asilo e "overstayers", cioè, quelli rimasti in Paese dopo la scadenza dei loro visti e permessi a patto che lavorino e paghino le tasse.

"Strangers into Citizens Campaign" è una campagna promossa da associazioni ed enti impegnati nel sociale mirata alla regolarizzazione dei clandestini in inghilterra da 4 anni, che propone di dare loro un permesso di lavoro per due anni. Dopo questi due anni dovrebbero avere un datore di lavoro e superare l’esame di lingua inglese prima di ricevere un permesso di rimanere in paese in modo permanente.

La campagna ha l’appoggio di tanti parlamentari, capi religiosi, sindacati, associazioni di datori di lavoro e il sindaco di Londra e i termini della sua proposta sono stati ripresi nella mozione presentata in Parlamento

Secondo il ministero dell’Interno inglese, ci sono quasi mezzo milione di immigrati illegali in paese. Questi sono principalmente overstayers e richiedenti asilo politico le domande dei quali sono state respinte. Lo stesso ministero ammette che non ha mezzi sufficienti per espellere tutti questi clandestini (al momento il governo inglese riesce ad espellerne 25mila l’anno ).

I commenti
"Strangers into Citizens Campaign" ha raccolto le storie tristi di questi clandestini che sono ormai diventi ombra della società, persone condannate a vivere in uno stato continuo di paura, senza farsi notare. Sono persone che in realtà lavorano e pagano le tasse usando i documenti di identità falsi. Tanti di loro sono richiedenti asilo che le loro domande sono state respinte ma non vogliono e non possono tornare nei loro paesi d’origine.

Il coordinatore della campagna Austen Ivereigh, ha detto a Stranieriinitalia.it che "Questo sondaggio dimostra che gli inglesi sono aperti e pronti ad accogliere gli immigrati che lavorano e che fanno parte della società. Questo è il caso degli immigrati clandestini che vivono qui da tanto tempo, che si sono integrati nella società inglese e che lavorano qui"

Keith Best, direttore di Immigration Advisory Service (IAS) dice che "questo sondaggio conferma che chi lavora in nero dovrebbe essere regolarizzato nell’ interesse del fisco inglese (che potrebbe intascare un miliardo di sterline ogni anno) e nell’ interesse di chi lavora in nero perché questo dà dignità al lavoro". Secondo Best "tanti richiedenti asilo e tanti altri clandestini provengono dalle culture che non hanno sussidio, sono persone abituate a lavorare duramente per badare a loro stessi e ai loro familiari. Perciò si dovrebbe permettere ai richiedenti asilo di lavorare, negando questo diritto li si fa soffrire e si creano solo tensioni nella società. Siamo contenti che due terzi degli inglesi sia d’accordo con noi. Il governo adesso dovrebbe svegliarsi e riconoscere che c’è più appoggio da parte dell’opinione pubblica alle politiche sociali di inclusione e non di esclusione."

(30 aprile 2007)

 

Stephen Ogongo

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