Fini: "Governo fa entrare chiunque, ridicola la reintroduzione dello sponsor". Casini: "Con legge delega, Parlamento espropriato"
ROMA – La riforma dell’immigrazione non è ancora arrivata in Parlamento, ma il tono dello scontro tra maggioranza e opposizione è già infuocato.
"Il governo mi sembra che giochi un pò con le parole", attacca il leader di An Gianfranco Fini. "Ha deciso di far entrare non come clandestini tutti coloro che vogliono entrare e questo comporterà mille problemi". E pur ammettendo che "per alcune categorie, come le colf e le badanti era giusto adottare correttivi, Fini giudica "ridicola" la reintroduzione della figura dello sponsor visto che era prevista dalla Turco-Napolitano e "si rivelò un fallimento". "Il pilastro della nostra legge – sottolinea – continua ad essere il tema dell’integrazione: viene chi ha un lavoro e non chi lo cerca".
"Fini agita la demagogia dopo aver prodotto un disastro. Oggi dobbiamo sconfiggere quella stessa demagogia che dopo aver prodotto insicurezza sociale con cinque anni di governo, alimenta guerre tra i poveri e razzismo" controbatte il ministro per la solidarietà Sociale Paolo Ferrero. "La Bossi Fini – dice – ha obbligato alla clandestinità centinaia di migliaia di lavoratori immigrati – attacca ancora il ministro – ha determinato estese aree di lavoro schiavistico, ha permesso una evasione fiscale e contributiva di miliardi di euro da parte dei datori di lavoro".
"Il governo non è un grande ufficio di collocamento" dice invece il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini, che denuncia anche la scelta di utilizzare una legge delega.: "un metodo che espropria il Parlamento di una discussione fondamentale sui diritti ed i doveri delle persone che vengono in Italia". E se le modifiche della Bossi- Fini " non sono comunque tabù", "il tutto deve avvenire in un dibattito alla luce del sole, con il confronto tra le forze politiche e non con decisioni solitarie del governo".
Da Fi, Michela Brambilla, presidente dei Circoli delle Libertà – annuncia "mobilitazione" di fronte ad un simile "cocktail di incoerenza, di pressapochismo ed anche di demagogia". Dalla Lega, Roberto Calderoli alza i toni profilando uno scontro all’ultimo sangue per difendere la Bossi-Fini: "prima di farcela togliere – dice – venderemo cara la nostra pelle".
Il segretario dei Ds Piero Fassino è sicuro che il ddl è "uno strumento flessibile che risponde alle esigenze di un fenomeno migratorio che è mutato". Quando il provvedimento giungerà in Parlamento, assicura il segretario dei Ds " si discuterà" anche sugli elementi controversi, come quello della figura dello sponsor "e se il testo dovrà essere migliorato, integrato e cambiato, lo si farà".
Il ministro Pecoraro Scanio mette in luce i pregi del provvedimento, giudicato "civile ed equilibrato" e utile a riportare nella legalità una situazione che ha visto un boom della clandestinità a causa delle procedure ideologiche ed inefficienti della legge Bossi-Fini". "Ora – aggiunge – il centrodestra dovrebbe fare autocritica per i risultati nefasti di una legge sull’immigrazione contestata dagli enti locali, dalle associazioni e agli imprenditori".
"Trovo naturale che la Cdl difenda quello che ha fatto. Ma le argomentazioni con le quali sosteniamo il cambiamento sono argomentazioni razionali e pragmatiche, non ideologiche" commenta infine il ministro Amato. Intanto la Commissione europea ha fatto sapere che esaminerà il ddl in modo approfondito e verificherà se esistono incompatibilità fra la legge e l’acquis comunitario in materia. Tutto normale per il titolare del Viminale: "l’Ue è tenuta a verificare la compatibilità e sono certo che lo farà".
(26 aprile 2007)


