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La Tunisia accelera sui rimpatri volontari: obiettivo 10 mila rientri nel 2026

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Roma, 13 marzo 2026 – La Tunisia intende rafforzare nel 2026 il programma di ritorno volontario assistito dei migranti subsahariani presenti nel Paese in situazione irregolare, con l’obiettivo di raggiungere quota 10 mila rimpatri entro la fine dell’anno. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri, della Migrazione e dei tunisini all’estero Mohamed Ali Nafti durante un’audizione davanti alla Commissione per le relazioni estere dell’Assemblea dei rappresentanti del popolo.

Secondo i dati illustrati dal ministro, dall’inizio del 2026 sono già 1.262 i migranti rientrati volontariamente nei rispettivi Paesi di origine grazie ai programmi di rimpatrio assistito. Nafti ha spiegato che il sistema sta mostrando segnali di rafforzamento grazie al coordinamento tra le istituzioni tunisine, l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM) e altri attori coinvolti nella gestione dei flussi migratori.

Il programma di ritorno volontario ha registrato una crescita costante negli ultimi anni. Nel 2024 sono stati effettuati 7.250 rientri assistiti, mentre nel 2025 il numero è salito a 8.853, confermando un progressivo ampliamento del dispositivo di rimpatrio e reintegrazione sostenuto dall’OIM.

Nel suo intervento, il ministro ha inoltre sottolineato l’importanza del sostegno internazionale per proseguire queste attività. Tunisi intende infatti rafforzare il dialogo con i Paesi donatori e i partner europei per finanziare sia le operazioni di ritorno volontario sia i programmi di reintegrazione nei Paesi di origine, considerati fondamentali per evitare nuove migrazioni irregolari.

La strategia tunisina si inserisce in un quadro più ampio di contenimento dei flussi migratori irregolari nel Mediterraneo centrale, tema che negli ultimi mesi è stato al centro dei colloqui tra la Tunisia e diversi partner europei. L’obiettivo dichiarato dal governo è duplice: gestire la presenza dei migranti irregolari sul territorio e ridurre le pressioni migratorie che spingono migliaia di persone a utilizzare la Tunisia come punto di partenza verso l’Europa.

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