Roma, 19 agosto 2025 – Le rimesse sono molto più di un flusso di denaro: secondo le Nazioni Unite aiutano milioni di famiglie a raggiungere i propri obiettivi di sviluppo e hanno effetti diretti su oltre un miliardo di persone nel mondo. In Italia i trasferimenti verso l’estero monitorati dalla Banca d’Italia hanno raggiunto nel 2024 8,285 miliardi di euro. In questo contesto, il Veneto è la quarta regione per volume inviato: 694 milioni di euro, pari a l’8,4% del totale nazionale. Davanti si collocano Lombardia (1,816 miliardi), Lazio (1,271 miliardi) ed Emilia-Romagna (826 milioni), con la Toscana poco sotto al Veneto (664 milioni).
L’andamento nel tempo: picco nel 2022, stabilizzazione nel biennio recente
La serie storica rivalutata ai prezzi 2024 mostra un percorso di crescita quasi continua nell’ultimo decennio. Dai 510 milioni del 2014 si sale fino al massimo di 752 milioni nel 2022, per poi stabilizzarsi: 702 milioni nel 2023 e 694 milioni nel 2024. Nel confronto lungo periodo il Veneto segna comunque un +36,2% rispetto al 2014, mentre sul brevissimo periodo si registra un lieve -1,1% sul 2023 (Italia +0,5%).
Dove vanno i soldi: geografia dei paesi di destinazione
Il Bangladesh è di gran lunga il primo paese di destinazione con 149 milioni di euro (21,4% del totale veneto) e una crescita importante sia nel lungo periodo (+155,7% sul 2014) sia nell’ultimo anno (+12,1%). Seguono Marocco (61 milioni; 8,8%), sostanzialmente stabile nel 2024, e Nigeria (51 milioni; 7,4%), che dopo un decennio di forti aumenti segna un -11,1% sul 2023. Completano il gruppo di testa India (42 milioni), Pakistan (40 milioni) e Sri Lanka (40 milioni). In contrazione strutturale le rimesse verso Romania (35 milioni; -55,7% dal 2014), mentre crescono nel lungo periodo Filippine (+95,7%), Georgia (+481,5%, +26% nell’ultimo anno) e Burkina Faso (+174%). Alcuni paesi minori evidenziano dinamiche molto accentuate, come il Gambia (forte crescita sul decennio ma lieve calo nel 2024), segno di reti migratorie più recenti ma in rapida organizzazione.
Quanto invia ciascuno: il dato pro-capite
Rapportando i flussi alla popolazione straniera residente, nel 2024 ogni cittadino straniero in Veneto ha inviato in media 115 euro al mese. I valori più elevati si osservano per le comunità asiatiche e dell’Africa subsahariana: Bangladesh 569 euro/mese, Pakistan 390, Filippine 293, Nigeria 288, Senegal 233, Sri Lanka 223, India 189. Sotto la media risultano le comunità storicamente più radicate, come Marocco (113), Moldavia (91) e soprattutto Romania (23). Oltre a redditi e struttura demografica, possono incidere rimesse informali (denaro consegnato a mano o beni inviati via terra) e il processo di integrazione familiare: più cresce la stabilizzazione in Italia, più è probabile che il volume inviato si riduca nel tempo.
Le differenze territoriali dentro il Veneto
Il peso delle rimesse non è omogeneo sul territorio. Le province leader sono Venezia e Verona, entrambe con poco più di 160 milioni (rispettivamente 167 e 163 milioni), che insieme concentrano quasi la metà dei flussi regionali. Seguono Padova (122 milioni), Vicenza (112), Treviso (99), quindi Rovigo (21) e Belluno (11).
Anche la mappa dei paesi destinatari cambia da provincia a provincia, riflettendo la composizione delle comunità locali.
A Venezia si registra una fortissima concentrazione verso il Bangladesh (53,7% delle rimesse provinciali). Il Bangladesh è il primo paese anche per Vicenza e Treviso (con quote rispettivamente 16,8% e 13,2%).
A Verona il primo destinatario è lo Sri Lanka (17,5%), che non compare ai vertici nelle altre province.
A Padova prevale la Nigeria (16,1%), seguita da Bangladesh, Marocco, Romania e Pakistan.
A Rovigo un flusso su tre è diretto verso il Marocco (circa 30%).
Belluno mostra invece una struttura molto eterogenea, con la Georgia come primo paese ma con una quota contenuta (11,6%).
Come leggere questi numeri
L’andamento 2024 – sostanziale stabilità dopo il picco del 2022 – risente di diversi fattori: il rientro dell’effetto straordinario post-pandemia, il costo della vita in Italia, i tassi di cambio nei paesi di origine e l’evoluzione delle reti migratorie (che spiegano la forte espansione di alcune comunità emergenti). Le differenze provinciali riflettono specializzazioni produttive e storie migratorie locali: dove sono più presenti specifiche comunità, le rimesse si concentrano maggiormente su pochi paesi.
Note metodologiche e fonti
I dati provengono da Banca d’Italia ed elaborazioni Fondazione Leone Moressa. I valori in serie storica sono rivalutati ai prezzi 2024 utilizzando l’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati al netto dei tabacchi (FOI). Le variazioni possono cambiare nel tempo perché la Banca d’Italia effettua aggiornamenti periodici a seguito di verifiche. I valori pro-capite includono tutti i residenti di ciascuna nazionalità, senza distinguere per età o condizione lavorativa, e considerano solo i trasferimenti attraverso canali formali.


