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Migranti e gratuito patrocinio: legittima la richiesta dei certificati sui redditi esteri

Roma, 24 luglio 2025 – La Corte costituzionale ha confermato la legittimità della norma che impone ai cittadini extra UE di allegare, alla richiesta di gratuito patrocinio, una certificazione consolare che attesti la veridicità dei redditi prodotti all’estero. Con la sentenza n. 119 depositata il 22 luglio 2025, la Consulta ha dichiarato non fondate le questioni di legittimità costituzionale sollevate dal Tribunale di Firenze, che aveva invocato una possibile violazione degli articoli 3 e 24 della Costituzione.

Secondo la Corte, la richiesta di una certificazione specifica da parte del consolato è giustificata dalla necessità di accertare in tempi brevi la consistenza economica complessiva del richiedente. Tale obbligo, già riconosciuto in precedenti pronunce della Consulta, non viene meno neppure nel caso in cui il cittadino resieda stabilmente in Italia.

La ratio della norma risiede, infatti, nella tutela dell’interesse pubblico a garantire che il beneficio del gratuito patrocinio sia concesso soltanto a chi si trovi in una condizione reale di non abbienza. Questo concetto, ricorda la Corte, include tutte le risorse economiche, e non solo i redditi da lavoro, che potrebbero essere prodotti all’estero.

Un ulteriore elemento a favore della norma è rappresentato dal fatto che la certificazione consolare può essere ottenuta anche presso gli uffici presenti in Italia, evitando al cittadino straniero di dover fare ricorso a più amministrazioni dello Stato d’origine per procurarsi i vari documenti richiesti.

In definitiva, la Consulta ha ritenuto che l’aggravio documentale non violi i principi di uguaglianza e di accesso alla giustizia, ma rappresenti uno strumento legittimo e proporzionato per verificare l’effettiva sussistenza dei requisiti economici previsti dalla legge.

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