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Via libera al Ddl conti correnti: obbligo per le banche e tutela per i risparmiatori

Roma, 24 luglio 2025 – La Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva il disegno di legge unificato delle proposte AC 1091 e AC 1240, che introduce importanti novità nei rapporti tra banche e clienti in materia di conto corrente. Il provvedimento parte dal principio dell’inclusione finanziaria, con l’obiettivo di garantire a ogni cittadino il diritto di possedere un conto corrente attivo, condizione essenziale per l’accesso a numerosi servizi di base come l’accredito dello stipendio, il pagamento delle bollette e la gestione delle finanze personali.

Un nuovo obbligo per le banche

La legge, composta da un unico articolo, modifica il Codice civile introducendo per le banche l’obbligo di stipula di un contratto di conto corrente con chiunque ne faccia richiesta, salvo casi giustificati legati alla normativa sul riciclaggio e sul finanziamento del terrorismo. In questi casi, il diniego deve essere motivato per iscritto entro dieci giorni dalla richiesta.

Un altro punto chiave è il divieto di recesso unilaterale da parte della banca da un contratto di conto corrente, a tempo determinato o indeterminato, se il conto presenta un saldo attivo. La sola eccezione ammessa è, anche in questo caso, il rispetto delle normative antiriciclaggio e antiterrorismo.

Clausole vessatorie e maggiore tutela

Il provvedimento prevede anche l’abrogazione della disposizione che consentiva, per i soli servizi finanziari, il recesso senza preavviso da parte dell’istituto bancario in presenza di un giustificato motivo. Tale pratica è ora ritenuta una clausola vessatoria, e quindi non più ammissibile, aumentando le tutele a favore dei consumatori e impedendo chiusure arbitrarie dei conti, anche in presenza di saldi positivi.

Le critiche dell’Abi

Non sono mancate le critiche da parte dell’Associazione bancaria italiana (Abi), secondo cui il disegno di legge risulta inopportuno perché il fenomeno delle chiusure dei conti non sarebbe sistemico, ma isolato. L’Abi denuncia inoltre una violazione del principio di libertà contrattuale, elemento fondante dell’ordinamento giuridico, e sottolinea un possibile disallineamento con la normativa europea in materia bancaria e finanziaria.

Una risposta a un problema reale

Il Ddl è nato dalle numerose segnalazioni dei cittadini, che hanno denunciato la chiusura inspiegabile dei propri conti correnti, con gravi ripercussioni sulla loro vita quotidiana e il rischio concreto di essere esclusi dal sistema finanziario. Questo intervento legislativo si pone quindi come strumento di giustizia sociale, nel tentativo di riequilibrare il rapporto tra banche e clienti, e rafforzare i diritti fondamentali dei risparmiatori, specialmente quelli più vulnerabili.

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