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Riforma immigrazione. Ferrero: “Introdurremo il diritto di voto attivo e passivo”

"Entro due-tre settimane ci sarà il superamento della Bossi-Fini" ROMA – Per l’integrazione delle persone straniere, in Italia, "si sono fatte tante cose a livello locale, sia da parte degli enti locali che delle associazioni, mentre si è fatto pochissimo, anzi si sono fatti danni, a livello centrale".

Lo ha detto questo pomeriggio il ministro della solidarietà sociale, Paolo Ferrero.

Parlando nel corso della presentazione, in Campidoglio, di un’iniziativa sulla laicità e la tutela delle diversità a Roma, il ministro ha detto che "siamo molto indietro rispetto agli altri Paesi europei e adesso stiamo cercando di dare una svolta". Quindi, ha spiegato, "diritti civili, diritti sociali e credo ci voglia anche una legge sulla libertà religiosa che riguardi il complesso degli immigrati, in modo che ognuno possa sentirsi a casa propria in Italia, ovviamente rispettando le regole costituzionali del nostro Paese".

Ferrero si è soffermato a lungo sul concetto della diversità, che secondo il ministro "va riconosciuta" ma poi "bisogna costruire il dialogo". Invece, "le diversità vengono trasformate in differenze e così il dialogo viene impedito".

Sul problema dei contributi Inps per i lavoratori immigrati Ferrero ha spiegato che "si dovrà discutere nell’ambito della verifica sulle pensioni e non della riforma della Bossi-Fini" ed ha anche ribadito la necessità di superare i Cpt.

La questione dei contributi Inps per i migranti, ha sottolineato Ferrero, "riguarda la possibilità, per questi lavoratori, di avere indietro quanto pagato. E questo non può essere previsto dalla Bossi-Fini ma deve essere inserito nella legge sulle pensioni". Quanto alla riforma della legge sull’immigrazione, Ferrero ha ribadito che "entro due-tre settimane ci sarà il superamento della Bossi-Fini, introducendo il diritto di voto attivo e passivo, che secondo me deve essere dopo 5 anni". Poi, ha detto ancora, "si è aperta la discussione sulla libertà religiosa: a parole si dice sì ma poi si sollevano tanti problemi che diventa difficile farla". "Il voto – ha sintetizzato Ferrero – vuol dire potere, la libertà religiosa é la rottura di un tabù".

Dei Cpt, ha poi spiegato Ferrero, "si sta discutendo" e la sua idea è semplice: "nei Cpt oggi vanno innanzitutto persone che escono dal carcere e che non sono state identificate, e penso che questi stranieri possano essere tranquillamente identificati in carcere; dall’altra, ci vanno immigrati che devono essere identificati e che però non hanno commesso reati, oltre a quello di essere clandestini. In questo secondo caso, non è necessario avere strutture che tengano dentro la gente per 60 giorni in condizioni carcerarie". "In questo senso – ha concluso – si possono superare i Cpt".

(8 febbraio 2007)

Stefano Camilloni

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