(ANSA) – ROMA, 13 APR – la comunità cinese in Italia è la quinta per presenze dopo Albania, Romania, Marocco e Ucraina. Secondo dati resi noti dall’Ismu, in occasione di un recente convegno del Cnr sull’immigrazione nell’Unione Europea, gli immigrati cinesi nel nostro Paese sono 168.750 e costituiscono il 5% dei 3.357.000 stranieri residenti in Italia. Le prime cinque nazionalità rappresentate, con 1.652.500 persone, costituiscono il 49,2% del totale degli immigrati. Gli stranieri provenienti dall’Asia e dall’Oceania sono 579.000, di cui 66.600 irregolari: l’11%, una percentuale nettamente inferiore al tasso medio di irregolarità degli immigrati, che è del 16%. Gli asiatici presenti in Italia sono così distribuiti: 498.000 nel Centro Nord, di cui 49.000 (10%) irregolari; 81.100 nel Mezzogiorno, dove i clandestini sono 17.600, il 22%. In entrambe le aree, gli irregolari sono percentualmente inferiori alla media generale degli immigrati, che è rispettivamente del 14 e del 27%. Non si discostano molto da quelle dell’Ismu le cifre che emergono da "Il rapporto sulla popolazione" curato dall’Irpps-Cnr. Secondo questo studio gli immigrati cinesi censiti in Italia sono 128.000 e costituiscono la comunità asiatica più numerosa (seguono filippini, 90.000, e indiani, 62.000). La composizione per sesso della comunità è abbastanza equilibrata: 54,4% uomini e 46.6% donne. L’età media è di 33,5 anni. Il 43,2% dei cinesi residenti in Italia non è sposato (47,7% dei maschi e 37,6% delle donne). La durata media di presenza in Italia è di 4,1 anni (3,8 maschi, 4,4 femmine); il 79.7% risiede per motivi di lavoro, il 19,3% per motivi di famiglia. (ANSA).
(13 aprile 2007)