Roma, 14 maggio 2026 – Una giornata per riaffermare il valore dell’accoglienza, della fraternità e della convivenza. Domenica 17 maggio, la parrocchia Madonna delle Grazie di Taranto ospiterà la Festa dei Popoli, iniziativa promossa dall’Ufficio Migrantes e dalla Caritas diocesana, con il patrocinio del Comune. L’evento è stato presentato in Arcivescovado da don Pino Calamo, dal vicario generale mons. Alessandro Greco e da mons. Emanuele Ferro.
L’edizione di quest’anno assume un significato particolarmente forte dopo l’uccisione di Sako Bakari, 35enne originario del Mali, vittima di un’aggressione nella città vecchia. Un episodio che ha profondamente colpito la comunità tarantina e che ha alimentato paura e insicurezza tra molti cittadini stranieri presenti sul territorio. Proprio per questo, la Festa dei Popoli vuole trasformarsi non solo in un momento di incontro, ma anche in una risposta pubblica alla violenza, al razzismo e all’indifferenza.
Il messaggio scelto dagli organizzatori è chiaro: nessuna vita può essere considerata estranea, marginale o meno degna di tutela. La memoria di Sako Bakari diventa così il punto di partenza per rilanciare un’idea di città capace di riconoscere la dignità di ogni persona, indipendentemente dalla provenienza, dalla lingua o dalla condizione sociale.
La giornata prenderà il via alle 11 con l’apertura degli stand multiculturali, pensati come spazi di conoscenza, dialogo e condivisione. Alle 16 sarà invece celebrata una concelebrazione eucaristica in più lingue, presieduta dall’arcivescovo mons. Ciro Miniero. A seguire sono previsti il “girotondo fra i popoli”, l’esibizione degli sbandieratori di Oria e diversi spettacoli etnici fino alla sera.
Numerose le realtà coinvolte nell’iniziativa, tra cui Abfo, Movimento Shalom, Fondazione Taranto 25 e il liceo Aristosseno. Una partecipazione ampia che testimonia la volontà di costruire una rete cittadina contro la paura e a favore dell’inclusione.
“Vogliamo dire insieme che nessuna vita è straniera e che la convivenza si costruisce nei gesti concreti”, ha spiegato don Pino Calamo, sottolineando la necessità di guardare alla città con speranza e di valorizzare le energie positive già presenti nella comunità. La Festa dei Popoli diventa così un segnale collettivo: Taranto vuole ricordare Sako Bakari scegliendo la strada dell’incontro, della memoria attiva e della responsabilità condivisa.


