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Nuova strage nel Mediterraneo: dieci migranti morti dopo il ribaltamento di un barcone

Roma, 8 giugno 2026 – Dieci corpi senza vita sono stati recuperati nel Mediterraneo centrale dopo il ribaltamento di un barcone carico di migranti in acque di responsabilità maltese. L’imbarcazione, partita dalle coste libiche, si sarebbe capovolta a circa 45 miglia a est di Malta, trasformando l’ennesimo viaggio della speranza in una nuova tragedia del mare.

Secondo le prime informazioni, a bordo del barcone viaggiavano circa sessanta persone. Un peschereccio presente nella zona avrebbe tratto in salvo 48 migranti, mentre una motovedetta della Guardia costiera italiana, già impegnata in attività d’istituto, è stata dirottata nell’area su richiesta delle autorità maltesi per partecipare alle operazioni di ricerca e soccorso.

Il bilancio provvisorio è di dieci vittime, ma le ricerche proseguono sotto il coordinamento di Malta. La dinamica del naufragio è ancora in fase di ricostruzione, ma il caso conferma ancora una volta la pericolosità della rotta del Mediterraneo centrale, una delle più letali al mondo per chi tenta di raggiungere l’Europa via mare.

La tragedia si inserisce in un quadro già drammatico. Con questi ultimi decessi, il numero delle vittime registrate quest’anno lungo la rotta migratoria del Mediterraneo centrale sale ad almeno 830. Numeri che raccontano non soltanto l’instabilità dei Paesi di partenza, ma anche le condizioni estreme in cui migliaia di persone affrontano la traversata: imbarcazioni precarie, sovraffollamento, assenza di dispositivi di salvataggio e lunghi tratti di mare aperto.

Nelle stesse ore, altri migranti sono riusciti ad arrivare in Italia grazie agli interventi delle navi umanitarie. A Carrara sono sbarcate 58 persone soccorse dalla Open Arms dopo essere state individuate su un’imbarcazione sovraffollata e inadatta alla navigazione, partita da Al Khums, in Libia. Molti dei naufraghi hanno raccontato di essere stati detenuti arbitrariamente in Libia e di aver subito violenze, estorsioni e torture. Altri 47 migranti erano arrivati sabato a Crotone a bordo della Louise Michel.

Le partenze dalla Libia continuano in un contesto politico e umanitario sempre più teso. Il leader della Libia orientale, Khalifa Haftar, ha annunciato che tutti i migranti irregolari dovranno lasciare il Paese, una dichiarazione che rischia di aumentare ulteriormente la pressione sulle persone già bloccate in condizioni di estrema vulnerabilità.

Il nuovo naufragio riporta al centro il nodo irrisolto della gestione europea dei flussi migratori: da un lato il rafforzamento dei controlli e degli accordi con i Paesi di transito, dall’altro la necessità di garantire soccorsi tempestivi e vie sicure per evitare che il Mediterraneo continui a essere una frontiera di morte.

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