Roma, 24 luglio 2026 – L’Unione europea prolunga di un altro anno la protezione temporanea concessa alle persone in fuga dalla guerra in Ucraina. Gli Stati membri hanno raggiunto un accordo per estendere il regime fino al 4 marzo 2028, introducendo però una nuova condizione: per i futuri richiedenti, l’accesso alla protezione sarà subordinato al rispetto degli obblighi militari previsti dalla legislazione ucraina.
La misura vuole garantire continuità e certezza giuridica ai milioni di cittadini ucraini che hanno trovato rifugio nei Paesi europei dall’inizio dell’invasione russa. Allo stesso tempo, Bruxelles ha deciso di tenere conto delle crescenti esigenze di difesa dell’Ucraina, evitando che il sistema europeo di accoglienza possa essere utilizzato da persone che hanno lasciato il Paese violando gli obblighi legati alla mobilitazione militare.
La restrizione non avrà effetto retroattivo. Non riguarderà quindi gli ucraini che già beneficiano della protezione temporanea nell’Unione europea, ma esclusivamente coloro che presenteranno una nuova domanda dopo l’entrata in vigore delle disposizioni. Gli attuali titolari continueranno a godere dei diritti riconosciuti dal regime europeo fino alla nuova scadenza del marzo 2028.
Per ottenere lo status, i nuovi richiedenti dovranno dimostrare di essere in regola con gli obblighi militari in Ucraina. Tra i documenti utilizzabili, il Consiglio dell’Ue indica il passaporto con il timbro di uscita rilasciato dalle autorità ucraine, in grado di provare che la partenza è avvenuta legalmente. Potranno inoltre essere presentati certificati, in formato cartaceo o elettronico, che attestino l’esenzione dal servizio militare o l’avvenuto assolvimento degli obblighi previsti.
Il nuovo criterio apre ora un delicato passaggio applicativo. Le amministrazioni nazionali dovranno infatti stabilire procedure omogenee per verificare la documentazione e distinguere chi ha lasciato legalmente il territorio ucraino da chi si sarebbe sottratto alla leva. Sarà inoltre necessario assicurare che i controlli rispettino le garanzie individuali e tengano conto delle diverse condizioni personali, familiari e sanitarie dei richiedenti.
La protezione temporanea è un meccanismo straordinario che consente di offrire assistenza immediata e collettiva a un numero elevato di persone sfollate, senza obbligarle ad affrontare singolarmente la normale procedura per il riconoscimento dell’asilo. Garantisce il diritto di soggiorno, l’accesso al mercato del lavoro e all’alloggio, l’assistenza sanitaria e sociale e l’istruzione per i minori.
Il sistema è stato attivato per la prima volta nel marzo 2022, pochi giorni dopo l’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina. La direttiva europea che lo disciplina risale invece al 2001 ed era stata adottata in seguito agli spostamenti di popolazione provocati dai conflitti nell’ex Jugoslavia.
Secondo i dati del Consiglio, al 31 maggio 2026 erano 4,38 milioni le persone fuggite dall’Ucraina che beneficiavano della protezione temporanea nei Paesi dell’Unione. Lo status era già stato prorogato fino al 4 marzo 2027; il nuovo accordo aggiunge quindi un ulteriore anno di tutela.
La decisione conferma il sostegno europeo alla popolazione civile ucraina, ma introduce per la prima volta un collegamento diretto tra il diritto alla protezione temporanea e il rispetto degli obblighi di difesa stabiliti da Kiev. Dopo la formale adozione e la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, le nuove regole dovranno essere applicate dagli Stati membri alle domande presentate dai nuovi arrivati.


