“La concorrenza ormai è globale e l’Europa ha perso la sua centralità. Lavorare sullo sport giovanile e sull’integrazione”
Roma – 26 novembre 2012 – Anche nello sport, per vincere, c’è bisogno dei “nuovi italiani”.
Ne è convinto Raffaele Pagnozzi, segretario generale e aspirante presidente del Coni, che ha guidato la delegazione italiana a Londra alle ultime Olimpiadi. Un’esperienza che secondo lui dovrebbe indurre a una nuova considerazione dello sport nazionale.
“Londra ha rappresentato un momento di passaggio per lo sport italiano e mondiale, perché, al di là delle soddisfazioni per i risultati e al fatto di essere rimasti fra i primi dieci del medagliere. È evidente che l’Europa ha perso la sua centralità in modo definitivo” ha spiegato Pagnozzi qualche giorno fa, ritirando un premio a Treviso.
“La concorrenza globale – ha sottolineato l’esponente del Coni – è sempre più forte, un trend che già era emerso ai Giochi di Pechino. E per restare competitivi, occorrerà giocare in anticipo, lavorare sullo sport giovanile, ma anche sull’integrazione. Basta leggere i nomi della nazionale tedesca di calcio…”
Pagnozzi non pensa semplicemente a una riforma della cittadinanza, ma chiede in generale più attenzione per le seconde generazioni, che potrebbero spendere il loro talento per le nazionali d’origine e non per il loro nuovo Paese: “Non è solo un discorso di burocrazia più celere. Turchia e Romania – ha ricordato – organizzano stage in Germania per non lasciarsi scappare ragazzi che potrebbero optare per la nazionalità tedesca, come capitato con il noto Özil [calciatore di origine turca, centrocampista del Real Madrid e della Nazionale tedesca n.d.r.] “.