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Assegno unico figli, cosa cambia dal 1 luglio 2021

Roma, 31 marzo 2021 – A partire dal 1 luglio 2021 arriva l’assegno unico e universale per i figli. Avrà un valore massimo di 250 euro, e viene ampliato fino ai 21 anni di età dei figli. Con 227 sì, 1 no e 4 astenuti, le misura è un primo passo per contrastare il calo record di nascite del 2020: solamente 404 mila. Vediamo però più nel dettaglio di cosa si tratta e come averlo.

Assegno unico figli, che cos’è

L’assegno unico e universale per i figli under 21 concentra i vari aiuti già esistenti per le famiglie. Si uniscono quindi bonus, assegni e detrazioni in un’unica soluzione. Secondo le ultime simulazioni, gli importi che le famiglie riceveranno dovrebbero oscillare tra i 50 euro e i 250 euro circa. Si può fare domanda a partire dal settimo mese di gravidanza e, grazie a questa nuova misura, continuare a richiederli fino al compimento dei 21 anni di età dei figli se studenti o disoccupati. Quest’anno, poi, il beneficio economico è attribuito progressivamente a tutti i nuclei familiari con figli a carico al fine di favorire la natalità, di sostenere la genitorialità e di promuovere l’occupazione. In particolare, quella femminile, e senza distinzione, come accadeva finora, tra lavoratori autonomi o dipendenti, capienti o incapienti.

L’assegno unico per i figli è rivolto ai cittadini italiani, a quelli dell’Unione europea e agli extracomunitari con permesso di soggiorno di lungo periodo, di lavoro o di ricerca, residenti in Italia da almeno due anni anche non continuativi e, ovviamente, con figli a carico. Verrà erogato sotto forma di credito d’imposta o di denaro. Inoltre, non è indirizzato unicamente ai lavori dipendenti, pubblici o privati, ma anche agli autonomi, ai liberi professionisti e ai disoccupati. I beneficiari devono essere soggetti al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia, dove devono essere residenti con i figli a carico, per l’intera durata dell’assegno.

Limite a 21 anni

L’assegno unico e universale per i figli è riconosciuto a entrambi i genitori o affidatari, e viene ripartito nella stessa misura. In caso di separazione o divorzio, viene erogato al genitore affidatario. Se l’affidamento invece è congiunto o condiviso, è ripartito tra i genitori. Il limite di età dei figli per poterlo ricevere è 21 anni, ma per la fascia che va dai 18 ai 21 l’assegno viene ridotto ed è vincolato ad alcune condizioni. Nello specifico, il figlio maggiorenne deve essere iscritto all’università o a un corso di formazione scolastica o professionale. Oppure, deve svolgere il servizio civile universale, un tirocinio o un’attività lavorativa limitata che assicuri un reddito molto basso. Possono ricevere l’assegno, inoltre, i ragazzi under 21 disoccupati e in cerca di lavoro. Il figlio maggiorenne beneficiario dell’assegno può richiedere che l’importo gli sia corrisposto direttamente, così da favorirne l’autonomia.

L’importo sarà maggiorato per ciascun figlio fino ai 21 anni con disabilità per un’aliquota compresa tra il 30% e il 50%. La variazione dipende dalla classificazione della disabilità. Inoltre, è riconosciuto anche ai figli disabili con età superiore ai 21 anni, però senza alcuna maggiorazione. Inoltre, aumenta anche dal terzo figlio in poi se la madre ha meno di 21 anni.

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Assegno unico figli, come viene erogato

L’assegno unico e universale per i figli viene calcolato in base alla condizione economica del nucleo familiare, individuata tramite l’Isee o le sue componenti, e tiene conto dell’età dei figli a carico e dei “possibili effetti di disincentivo al lavoro per il secondo percettore di reddito nel nucleo familiare”. Sarà liquidato come credito d’imposta o come erogazione mensile di una somma di denaro. E’ cumulabile sia col reddito di cittadinanza che con la pensione di cittadinanza, così come con eventuali altre misure a favore dei figli a carico erogate da Regioni, Province autonome ed enti locali.

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