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Bambini bielorussi. Accordo Roma-Minsk: ok ai soggiorni presso le famiglie italiane

Grazie a all’intesa firmata ieri riprendono i soggiorni di solidarietà, circa 30mila l’anno. Erano stati sospesi dopo il "caso Maria"

ROMA – Dopo uno stop durato otto mesi, ripartono i soggiorni dei bambini bielorussi presso le famiglie italiane, grazie a un accordo firmato ieri a Minsk tra il nostro governo e quello della Repubblica di Belarus.

Si risolve così la crisi" scoppiata a settembre scorso con la vicenda della piccola Maria, nascosta (rapita secondo le autorità bielorusse) dalla famiglia ligure presso cui soggiornava per non farla tornare in patria dove, secondo il racconto fatto alla coppia, aveva subito delle violenze. Ne era nato una caso diplomatico, conclusosi con il rimpatrio della bambina e la sospensione dei viaggi di solidarietà che ogni anno portano in Italia 30mila bambini da uno dei Paesi più colpiti dalle radiazioni di Chernobyl.

Le principali novità dell’accordo, secondo quanto sottolinea l’Ambasciata bielorussa, sono la "netta" separazione tra l’accoglienza e l’adozione nonché lo spostamento del "baricentro della regolamentazione dei programmi di accoglienza" dal livello delle singole associazioni ai "rapporti intergovernativi". I soggiorni e l’adozione sono "fenomeni diversi per loro natura giuridica, non sono collegati tra loro e trovano disciplina in diverse procedure legali". L’aspetto definito "il più importante" è la "garanzia statale fornita da rapporti intergovernativi" piuttosto che dalle associazioni.

Nel documento, inoltre, "si definisce in modo chiaro lo status giuridico dei bambini bielorussi accolti in Italia, per prevenire ogni eventuale tentativo di un’azione illegale nei confronti dei minori" e vengono "specificate le funzioni, i diritti e le competenze delle rappresentanze consolari e diplomatiche bielorusse nell’effettuazione dei controlli sulle condizioni di soggiorno dei bambini in Italia nei periodi di risanamento, i diritti e gli obblighi delle organizzazioni italiani di accoglienza e delle stesse famiglie ospitanti, la loro responsabilità per eventuali violazioni di modalità e procedure relative all’accoglienza".

"Grande soddisfazione" è stata espressa dal sottosegretario alla solidarietà sociale Cristina De Luca: "Si conclude felicemente una vicenda che per troppo tempo ha tenuto in sospeso famiglie e associazioni italiane e negato ai bimbi di Cernobyl di godere di un’ importante opportunità". "L’accordo è già esecutivo – ha sottolineato De Luca – e consentirà quindi l’immediata ripresa dei progetti e dei programmi di accoglienza".

(11 maggio 2007)

 

Elvio Pasca

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