in

Caso Zlatan. Punto e da capo?

Dopo il clamore suscitato dalla parodia razzista dello Zoo, la mobilitazione in Italia e Romania e la condanna dell’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, l’autore continua ad appellarsi al diritto di satira.  I romeni, però, si sono fatti finalmente sentire

Roma – 23 novembre 2011 – “Il caso di Zlatan” è partito da una segnalazione di Roberto Malini, coordinatore dell’organizzazione “EveryOne”. La sera del 10 novembre  ho ricevuto una sua e-mail con un link verso un video di Youtube.

Così ho sentito per la prima volta la canzone “Faccio Bordello”, interpretata da Alan Caligiuri, in arte Zlatan che va in onda all’interno del programma  “Lo Zoo di Radio 105”.  Il video aveva già avuto migliaia di visitatori e decine di commenti positivi. Ecco Zlatan, zingaro nato in Romania – Zingaria, picchiato da genitori da piccolo, venuto in Italia per fare ciò che conosce meglio: rubare, vendere la marijuana, e per “coltellare” tutti coloro che non si comportano bene con lui.

Il giorno successivo, “Gazeta Românească” ha pubblicato frammenti del testo della canzone e il link a YouTube, invitando i lettori che si sentono offesi dell’ imitazione di Zlatan a segnalare il brano all’UNAR, Ufficio Antidiscriminazione Razziale del Governo. Inoltre, abbiamo chiesto all’ambasciata romena a Roma un commento in merito alla trasmissione di Radio 105.

Sabato, Zlatan è diventato un caso nazionale in Romania, uscendo sulle prime pagine dei giornali e ottenendo l’apertura dei tg nazionali. “La canzone che offende i romeni”  hanno titolato i media, avviando una reazione a catena tra gli utenti di Internet, che hanno iniziato a postare messaggi di protesta sulla pagina di Facebook  della trasmissione e commenti negativi su Youtube.

Centinaia di rumeni hanno contrassegno con “flag” il video, una critica, secondo il codice etico del portale, richiedendo agli amministratori di ritirarlo e mettendo come motivazione l’esistenza di un contenuto razzista contro i rumeni.

Ci sono stati insulti e minacce reciproci tra i romeni e i fan della trasmissione. Proprio come non sono mancati romeni che hanno difeso i realizzatori della trasmissione, sostenendo che “provoca solo risate, quindi non contiene alcun reato”. I fan dello Zoo sono diventati seguaci del semplice algoritmo “se fa ridere, non c’è nulla di male.” Zlatan, in una logica doppiamente razzista, è diventato secondo alcuni “patrioti” romeni, il simbolo dei rom che rovinerebbero l’immagine del nostro popolo.

Sempre sabato è intervenuto sulla questione il ministero degli Esteri rumeno, che ha preso una posizione ferma, condannando il pezzo e richiedendone il ritiro. Il “Caso Zlatan” è diventato inoltre una perfetta opportunità per i politici, soprattutto romeni, di migliorare la loro immagine o di insultare gli avversari in accesi dibattiti trasmessi in diretta TV,  sull’'”immagine dei romeni in Italia”.

E i romeni che vivono in Italia? Per la prima volta, molti hanno risposto all’appello della Gazeta, inviando segnalazioni all’UNAR. Molte organizzazioni e associazioni romene hanno reagito nella stessa direzione.

Lunedi è arrivata infine, la risposta “ufficiale” da parte degli autori dello “Lo Zoo di 105”. Alle gravi accuse, da parte di persone che si sentono offese, Alan Caligiuri ha risposto con una lettera letta in diretta con lo stesso tono di “beffa” del personaggio che incarna. “Mi scuso, ma VOI siete quelli che non hanno capito che è uno scherzo”  è stata l’essenza del messaggio.

Quando i sostenitori della libertà di offendere scherzando sembravano aver convinto, almeno i loro fan, dell’infondatezza delle denunce, è arrivata la dichiarazione di Massimiliano Monnanni, direttore dell”UNAR. “Il diritto di satira non può trasformarsi in esercizio esclusivo quotidiano e arbitrario di criminalizzazione di intere etnie o comunità nazionali” ha detto Monnanni, annunciando l’apertura di un’istruttoria contro il programma radiofonico.

Nel frattempo, la stampa romena ha salutato la “vittoria” ottenuta da un’Associazione rumena in Spagna, che ha affermato che Youtube avrebbe stato rimosso il brano, in conseguenza della loro specifica richiesta. Purtroppo, la canzone continua ad essere visibile su Internet in molte versioni.

Questione chiusa, scuse accettate? No di certo! Subito dopo che la casa la discografica che pubblicizzava il brano ha ritirato il video da Youtube, lo stesso Alan Caligiuri, lamentando anche di aver ricevuto diverse minacce, l’ha postato sul proprio account. Con i sottotitoli che mettevano in evidenza proprio i versi incriminati e condannati: Romania, Zingari, coltellare, sgozzare, rubare ecc. Inoltre, leggiamo su internet che la canzone “Faccio Bordello” sarà inclusa nella compilation “Lo Zoo di 105”, la cui uscita è prevista per il 29 novembre.

Non è la prima volta che l’immagine dei romeni viene danneggiata dai media italiani. In passato i romeni  sono stati classificati come “razza criminale” o “feccia mandata da Bucarest”. Ma, forse per la prima volta, molti romeni che vivono in Italia o in patria, si sono uniti in un coro forte, quello del popolo di internet. Le loro proteste hanno provocato una reazione immediata, almeno a livello di dichiarazioni da parte delle autorità.

Vedremo come andrà a finire  l’istruttoria dell’Unar, ma intanto il caso Zlatan ha creato un precedente. Chi fa (dis)informazione o (presunta) satira, la prossima volta ci penserà due volte prima di offendere la nostra comunità.

Miruna Căjvăneanu
Gazeta Românească

 

Un’opportunità per l’Italia, non solo numeri!

IMMIGRATI: ONIDA, LEGGE CITTADINANZA E’ VECCHIA E VA CAMBIATA =