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Comunali 2016. Votano anche romeni e polacchi, ma devono iscriversi

Solo inserendosi nelle liste elettorali aggiunte i cittadini comunitari hanno diritto di elettorato attivo e passivo. Basta una domanda in Comune

 

 

Roma – 26 febbraio 2016 – Roma, Milano, Napoli, Torino e Bologna sono solo i più popolosi tra gli oltre milletrecento comuni dove il prossimo giugno si andrà al voto per le amministrative 2016. Un appuntamento che riguarda anche i romeni, i polacchi, i bulgari e i cittadini di altri paesi dell’Unione europea che vivono in quei Comuni. 

I cittadini comunitari che vivono in Italia possono infatti votare alle elezioni comunali, scegliendo al pari degli italiani consiglieri e sindaco, e possono anche candidarsi come consiglieri. Rispetto agli italiani, però, per godere dell’elettorato attivo e passivo devono iscriversi per tempo a una lista elettorale aggiunta nel Comune di residenza. 

L’iscrizione è semplice, basta presentare all’ufficio elettorale una domanda indirizzata al sindaco con allegata la fotocopia del documento di identità. Il modulo può variare leggermente tra un comune e l’altro e in alcuni casi è possibile fare domanda anche per posta, online o via fax. Una volta iscritti lo si rimane anche per tutte le successive elezioni e, se si cambia residenza, si viene automaticamente iscritti alla lista aggiunta del nuovo Comune. 

Quando iscriversi? In qualunque momento dell’anno, ma almeno 40 giorni prima delle elezioni. La data delle comunali 2016 non è stata ancora ufficialmente fissata (si parla del 6 o del 12 giugno), ma comunque dovrebbe esserci tempo almeno fino ad aprile per presentare domanda. 

Questa incombenza in più finora ha scoraggiato molti cittadini Ue di partecipare alle elezioni. Se a questo si aggiungono disinformazione (quanti Comuni informano i residenti di questa possibilità?), disinteresse degli immigrati verso la politica e della politica verso questi potenziali elettori (quanti candidati incontrano le comunità o fanno campagne elettorali mirate?) si comprendono le ragioni di un’affluenza alle urne finora sempre bassissima. 

Con le comunali 2016 cambieranno le cose? Di sicuro, però, Comuni e politica farebbero bene a darsi una mossa per sensibilizzare i cittadini Ue in vista di questo appuntamento. Anche perché quelli che risiedono nei comuni dove si vota stavolta sono davvero tanti: basti pensare ai 120 mila, per stragrande maggioranza romeni, che vivono a Roma. Le loro scelte potrebbero farsi sentire.

EP

 

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