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Decreto Flussi 2024: anche nella provincia di Pesaro e Urbino più domande che posti disponibili

Roma, 7 maggio 2024 – L’entusiasmo generato dal recente decreto flussi 2024 si è tradotto in un’ondata di richieste da parte di imprenditori e famiglie di tutta Italia, desiderosi di accogliere lavoratori extra-UE. I dati resi noti dal Ministero dell’Interno, analizzati dal Sole 24 Ore, rivelano un’affluenza significativa: più di 700.000 istanze presentate durante i tre click day del marzo scorso, mentre i posti disponibili si aggirano intorno ai 151.000.

Nella provincia di Pesaro e Urbino, l’entusiasmo non è certo mancato. Con oltre 1.500 richieste inviate, siamo di fronte a una fervida manifestazione di interesse, che testimonia il bisogno tangibile di manodopera extra-UE nel territorio. Un risultato che colloca la provincia al secondo posto nella regione Marche per numero di domande, preceduta solamente da Ancona, con oltre 2.700 richieste.

Un’analisi più dettagliata dei dati rivela la varietà delle richieste, suddivise per tipologia di lavoro. Emergono chiaramente le esigenze del settore assistenziale e sociosanitario, con 380 richieste per ruoli di colf e badanti. Tuttavia, il lavoro subordinato non stagionale trova spazio anche in settori chiave come la cantieristica navale e l’edilizia, con 202 e 215 richieste rispettivamente.

Questa affluenza di domande sottolinea la vitalità di settori cruciali per l’economia locale, ma mette anche in evidenza una sfida significativa: la necessità di selezionare le candidature in modo equo e razionale, considerando i limitati posti disponibili. In questo contesto, il processo di approvazione e rilascio dei visti potrebbe comportare tempi lunghi, fino a sei mesi, con il rischio che le aziende o le famiglie richiedenti si trovino nel frattempo costrette a cercare alternative per coprire le posizioni vacanti.

È importante sottolineare che l’arrivo di lavoratori extra-UE non è solo un’opportunità economica, ma anche un arricchimento culturale e sociale per le comunità ospitanti. Tuttavia, per massimizzare i benefici di questa migrazione controllata, è essenziale garantire una gestione efficiente e trasparente delle domande, assicurando che le risorse disponibili siano distribuite equamente e utilizzate per soddisfare le vere esigenze del mercato del lavoro.

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