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Elezioni Roma. Alemanno e Marino su immigrazione e cittadinanza

Il sindaco: “Via chi non rispetta le regole. Italiano chi frequenta un ciclo scolastico”. Il candidato del centrosinistra: “Integrazione e legalità. Chi nasce qui è italiano, punto”

Roma – 7 giugno 2013 – Si è parlato anche di immigrazione e riforma della cittadinanza nel confronto diretto tra Gianni Alemanno e Ignazio Marino andato in onda ieri su Sky. I due candidati alla poltrona di sindaco della Capitale hanno infatti dovuto rispondere al conduttore che chiedeva: “Troppi immigrati a Roma?” e “Che ne pensate dello ius soli?”.

Alemanno ha detto che gli “immigrati che vengono qui per rispettare le regole” sono “persone fantastiche”, e tra questi c’è anche la badante di sua madre, che meriterebbe “una statua d’oro”. “Non vogliamo immigrati che violano le regole e che non hanno rispetto per l’identità di Roma, se ne devono andare e mancano leggi nazionali che garantiscono questo”.

Riguardo alla riforma della cittadinanza per le seconde generazioni, il sindaco uscente è per la formula ius soli temperato. “I bambini nati qua hanno il diritto a diventare cittadini italiani, ma dopo un ciclo di studi, anche solo le elementari”. “Non vogliamo – ha spiegato – scafisti che portano donne incinte qui per far nascere i bambini qui e in questa maniera guadagnare al cittadinanza “

Marino è invece per lo ius soli puro. “Quando ero ancora senatore – ha ricordato – ho presentato una legge che dice che un bimbo o una bimba che nasce in Italia è italiano, punto”. Ha però premesso che certe scelte vanno fatto a livello nazionale e il sindaco di Roma non ha voce in capitolo.

Sugli immigrati nella Capitale, il candidato del centrosinistra ritiene che “il punto vero è quello dell’integrazione, ma soprattutto della legalità. Bisogna fare un patto chiaro tra integrazione e legalità e il coinvolgimento delle autorità religiose di queste popolazioni può essere un passo avanti importante”.

 

 

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