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Emergenza profughi. La Svizzera rafforza le guardie di confine

La pianificazione sara’ pronta entro due settimane Berna, 25 febbraio 2011 – La Svizzera, come primo provvedimento d’urgenza di fronte ad un’eventuale ondata di profughi dal Nord Africa, ha deciso il rafforzamento delle guardie di confine a Ginevra e Ticino.

E’ quanto e’ stato deciso in una riunione speciale, a cui hanno preso parte rappresentanti dei Cantoni, dell’Ufficio federale della migrazione (UFM), del Dipartimento degli esteri (DFAE), del Dipartimento della difesa e del Corpo delle guardie di confine (Cgcf).

Nella riunione si e’ deciso di studiare nelle prossime due settimane tutti gli scenari possibili e adottera’ le necessarie misure per fronteggiare un accresciuto afflusso di richiedenti asilo a cui la Svizzera di deve preparare, ha spiegato Alard du Bois-Raymond, direttore dell’UFM, al termine dell’incontro.

 Le strutture d’accoglienza elvetiche possono attualmente far fronte a 15’000 domande d’asilo annue. I cinque Centri di registrazione e procedura (CRP) della Confederazione sono in grado di trattare complessivamente fino a 1300 richieste al mese, capacita’ che potrebbe essere portata a 1’800. Anche il Dipartimento della difesa si e’ detto disposto a vagliare la messa a disposizione di rifugi militari.

 La pianificazione concreta dell’emergenza profughi, secondo quanto e’ stato comunicato, sara’ pronta entro due settimane. Nell’eventualita’ di forte afflusso, verrebbero esaminati prioritariamente i casi di quelle persone che si presume siano giunte in Europa per motivi economici, e che dovrebbero quindi lasciare la Svizzera in tempi rapidi.

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