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Il Vaticano: “Accogliere immigrati, ma rispettando l’identità dei Paesi”

Mons. Piero Parolin: "Per dare un volto umano alla globalizzazione occorre mettere al centro la persona e i suoi diritti, in primis quello alla libertà religiosa"

CITTA’ DEL VATICANO – Nell’accogliere gli immigrati e rispettarne la religione, non bisogna cedere a "ingiustificate concessioni che mettono a rischio l’identità culturale e religiosa delle società che li accolgono".

Lo afferma il "sottosegretario agli Esteri" della Santa Sede, mons. Piero Parolin, osservando che "la società globalizzata tende a livellare ed omologare, ma ciò non impedisce che lo Stato tuteli i valori religiosi che sono professati dalla maggioranza dei cittadini e che appartengono al patrimonio storico, artistico e culturale della propria nazione".

Mons. Parolin, sottosegretario vaticano per i rapporti con gli Stati, lo ha detto intervenendo all’università Gregoriana al convegno "Globalizzazione e religione: sfide per la politica e la Chiesa", organizzato dalla ambasciata della Germania presso la Santa Sede.

Il diplomatico vaticano ha sviluppato una analisi della libertà religiosa nella società globalizzata, rilevando che per "dare un volto umano alla globalizzazione" occorre mettere al centro la persona e i suoi diritti, in primis quello alla libertà religiosa. "E’ indubbio – ha osservato – che la globalizzazione elimini le barriere, spinga ad aprire le culture e i sistemi di valori, ma ciò non deve avvenire a spese della verità e del suo riconoscimento pubblico". E la libertà religiosa ha una "dimensione pubblica" che non può essere ignorata, è "infatti portatrice di valori etici capaci di fecondare la democrazia e di fare cultura".

(5 ottobre 2007)

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