"Noi vogliamo tenere le porte aperte, ma favorendo la regolarità"
ROMA – In futuro, bisognerà "ridurre al minimo indispensabile" il numero dei Cpt, dove andranno "solo gli immigrati che non sono disponibili a farsi identificare".
Lo ha detto il ministro della solidarietà sociale, Paolo Ferrero, nel corso della trasmissione di RaiUno "Linea blu" dedicata all’isola di Lampedusa.
"L’idea – ha spiegato Ferrero a proposito della nuova legge sull’immigrazione che sostituirà la Bossi-Fini – è innanzitutto quella di rendere più conveniente per gli immigrati arrivare regolarmente nel nostro Paese invece che clandestinamente. Noi vogliamo tenere le porte aperte, ma favorendo la regolarità". In questo senso, "l’idea è di ridurre di molto il numero di persone che eventualmente debbano essere identificate – ha detto il ministro – e comunque di farlo, in tutti i casi in cui le persone siano disponibili a farsi identificare, direttamente in centri non chiusi, non segregati. E quindi di ridurre al minimo indispensabile i Cpt, solo per i casi in cui gli stranieri non siano disponibili a farsi identificare".
"Questo per me – ha aggiunto – è un passo in avanti, un passo che va nella direzione di una gestione più umana e più civile del fenomeno dell’immigrazione".
Sul tema immigrazione è intervenuto anche il ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, durante un incontro al Parlamento europeo per rispondere, insieme ad altre personalità, ad alcune domande poste dai cittadini europei.
Secondo il ministro "l’immigrazione è un fenomeno necessario ed inevitabile".
"Per affrontare tale fenomeno – ha detto – non v’é dubbio che servono regole europee comuni, tenendo certamente conto delle differenze tra i vari Stati. Ma l’immigrazione è un fenomeno sia necessario, perché la popolazione europea non cresce, sia inevitabile, perché non si può impedire alla gente di muoversi".
(15 ottobre 2007)


