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La situazione dei migranti in Libia: dati recenti dalla Displacement Tracking Matrix dell’OIM

Roma, 27 febbraio 2024 – Nel corso dell’ultima operazione di raccolta dati, la cinquantesima per la precisione, il programma Displacement Tracking Matrix (Dtm) dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim) in Libia ha identificato un totale di 706.369 migranti provenienti da 45 diverse nazionalità nei 100 comuni libici. Il periodo di riferimento per questa raccolta dati è stato da ottobre a dicembre 2023.

Un dato rilevante è l’incremento leggero del numero complessivo di migranti in Libia, passando da 697.532 nel ciclo precedente a 706.369. Questo aumento potrebbe suggerire una dinamica in evoluzione della migrazione nella regione, richiedendo un’attenzione continua da parte degli organismi internazionali e delle autorità locali.

Nonostante un miglioramento complessivo del tasso di disoccupazione tra gli immigrati, emerge una disparità significativa tra uomini e donne. Il comunicato dell’Oim evidenzia che circa la metà delle donne rimane disoccupata, con il 49% attivamente alla ricerca di lavoro. Questo valore è più di tre volte superiore alla percentuale degli uomini, che si attesta al 14%. Questa discrepanza sottolinea la necessità di affrontare specificamente le sfide occupazionali che le donne migranti affrontano in Libia.

Un’altra problematica persistente riguarda le questioni finanziarie. I dati del Dtm indicano che le difficoltà economiche sono la principale sfida per la maggior parte dei migranti, indipendentemente dal sesso o dall’età. Ciò pone in evidenza la necessità di strategie mirate per migliorare la stabilità finanziaria degli immigrati in Libia, al fine di favorire una transizione più agevole nella società ospitante.

Un aspetto cruciale evidenziato dalla Displacement Tracking Matrix è che i vincoli economici rappresentano l’ostacolo principale per l’accesso agli essenziali servizi pubblici. Questi includono assistenza sanitaria, acqua potabile e istruzione per i figli degli immigrati. Affrontare questa sfida richiederà sforzi coordinati da parte delle organizzazioni umanitarie, dei governi locali e della comunità internazionale per garantire che i migranti abbiano accesso ai servizi di base che sono fondamentali per la loro integrazione e benessere.

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