Roma, 29 luglio 2025 -Il 23 luglio 2025 l’Agenzia dell’Unione Europea per i Diritti Fondamentali (FRA) ha pubblicato un rapporto sulla cosiddetta “strumentalizzazione dei migranti”. Il documento chiede all’Ue di abbandonare la logica della militarizzazione delle frontiere e di non punire più i rifugiati sfruttati per fini politici.
La FRA invita gli Stati membri a indirizzare le misure repressive contro gli “attori ostili” – governi, milizie o reti di traffico sponsorizzate da Paesi terzi – anziché contro le vittime. Secondo l’agenzia, i migranti sono vittime inconsapevoli della strategia di destabilizzazione attuata da alcuni Stati terzi. Nonostante ciò, Paesi come Polonia e Lituania hanno risposto con respingimenti illegali, detenzione automatica e uso della forza alle frontiere.
Il rapporto critica il nuovo Patto su Migrazione e Asilo, che entrerà in vigore a metà 2026: benché presentato come un compromesso, il Patto legittima procedure accelerate e trattenimenti prolungati, compromettendo diritti come l’accesso all’asilo e il principio di non-refoulement. La direttrice della FRA Sirpa Rautio sottolinea che anche in tempi di crisi non è lecito erodere il diritto d’asilo e che la Carta dei diritti fondamentali vieta la tortura e i respingimenti verso luoghi di rischio.
L’agenzia propone di imporre sanzioni mirate contro i regimi che usano i migranti come arma ibrida e di intraprendere azioni legali contro compagnie di trasporto complici. La scelta per l’Ue, conclude il rapporto, è politica: restare fedele ai propri principi oppure piegarsi alla logica dei fili spinati e dei muri.


