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Migranti a Roma, più di 14mila persone vivono in strada o in “insediamenti informali”

Roma, 21 gennaio 2022 – La pandemia ha aggravato la situazione in cui migliaia di migranti sono costretti a vivere a Roma, rifugiati tra le vie della Capitale o in abitazioni a dir poco precarie. A sottolinearlo è l’ultimo rapporto prodotto da Medici per i diritti umani e l’Agenzia ONU per i rifugiati, dal titolo: “Margini. Rapporto sulle condizioni socio-sanitarie di migranti e rifugiati negli insediamenti informali della città di Roma”.

Migranti a Roma, il rapporto di MEDU e UNHCR

Il report ha l’obiettivo di fotografare le condizioni socio-sanitarie dei migranti, dei richiedenti asilo e dei rifugiati che vivono a Roma tra strade, edifici occupati e stazioni ferroviarie. Grazie all’analisi e alla raccolta dati, MEDU e UNCHR sono riusciti a supportare le persone dal punto di vista medico-psicologico e psicosociale sopravvissute a torture, trattamenti inumani e degradanti e violenze di genere presso i centri di accoglienza delle città. Contemporaneamente, poi, MEDU è riuscito a raccogliere i dati socio-anagrafici ed epidemiologici dei pazienti, le loro testimonianze dirette. Conoscere le diverse situazioni, i gruppi di popolazione e documentare eventuali violazioni dei diritti fondamentali.

Le condizioni di vita e di salute delle persone analizzate dal rapporto sono state rintracciate in aree in cui sono stati costruiti gruppi di unità abitative su terreni sui quali gli occupanti non hanno alcun diritto legale o che occupano illegalmente. Così come in insediamenti non pianificati e zone in cui l’abitazione non è conforme alle norme vigenti urbanistiche ed edilizie. Sostanzialmente, quindi, abitazioni abusive.

Negli anni, poi, è emerso che l’isolamento e la precarietà delle condizioni di vita costituiscono un serio ostacolo all’avvio di percorsi di cura continuativi e di medio-lungo termine. Per questo le cliniche mobili di MEDU sono fondamentali: dal 2017 ad oggi, 3.404 persone hanno ricevuto assistenza medica nel corso di 5.765 visite mediche. E più di 300 pazienti sono stati supportati dal centro Psyché per la salute mentale transculturale attraverso sedute individuali di psicoterapia, assistenza e orientamento sociale.

Gli insediamenti presi in esame sono stati quattro, con oltre 1.500 abitanti: Stazione Termini, l’area Tirburtina-Verano, un edificio in Via Collatina e un altro edificio di Via di Santa Croce in Gerusalemme. Il rapporto, quindi, dimostra che una “buona accoglienza” rappresenta un elemento decisivo per l’autonomia delle persone e per la qualità della convivenza civile.

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