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Moschee a Milano. Conto alla rovescia per il bando del Comune

Il 10 ottobre la delibera sulle nuove aree di culto. Verranno assegnate due aree e un edificio da riqualificare. Per l'Expo verrà creato “uno spazio interreligioso"

Milano  – 2 ottobre 2014 – Bisognerà aspettare il 10 ottobre per avere le idee più chiare su dove Milano vuole far pregare i suoi musulmani. Quel giorno verrà infatti presentata in giunta la delibera con il bando per la costruzione di nuovi luoghi di culto.

Il Comune assegnerà due aree e un un edificio, quindi tre e non quattro spazi come si era ipotizzato nei mesi scorsi.  Dal momento che, per garantire il pluralismo, non potranno essere assegnati tutti alla stessa confessione religiosa, sarà quindi possibile costruire al massimo due moschee.

“Procediamo verso l’assegnazione degli spazi per la realizzazione di nuovi luoghi di culto seguendo il metodo della trasparenza. Non appena avremo terminato l’istruttoria per l’individuazione degli spazi tra quelli da riqualificare, che saranno recuperati e restituiti alla città, ne daremo adeguata comunicazione” hanno spiegato martedì in commissione urbanistica  il Vicesindaco Ada Lucia De Cesaris e l’assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino.

Nel frattempo, hanno condiviso i punti che saranno alla base del bando. “Ad esempio i tre spazi non potranno essere assegnati ad una sola confessione religiosa e da parte del Comune non vi sarà alcuna dispendio di risorse. La realizzazione sarà completamente a carico delle confessioni religiosi”.

Potranno partecipare al bando solo le realtà iscritte all'albo della associazioni e organizzazioni religiose istituito dal Comune. Sono una sessantina, tra cristiani evangelici, ortodossi, pentecostali, buddisti, testimoni di Geova e, appunto,  musulmani.

In consiglio comunale, crescono però le proteste dell' opposizione, che preme per sapere quali sono le aree prescelte. Riccardo De Corato di Fratelli d’Italia annuncia battaglia in aula e  “un referendum consultivo” tra i milanesi,  Alessandro Morelli  della Lega Nord dive che prima di concedere le aree bisognerebbe “approfondito il tema terrorismo”.

Intanto, è sfumata l'ipotesi della creazione di una moschea temporanea per l'Expo. O, meglio, ci sarà un luogo di preghiera aperto ai musulmani che arrivano a Milano per l'evento, ma, spiegano dalla giunta comunale,  sarà “uno spazio interreligioso dove potranno pregare i fedeli di ogni religione”.

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