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Obama lancia la riforma dell’immigrazione

11 milioni di clandestini. "Non possiamo deportarli tutti, ingiusto punire chi cerca solo di guadagnarsi da vivere" Roma – 1 luglio 2010 – La "stragrande maggioranza"  degli oltre 11 milioni di clandestini negli Usa  "è  qui per  cercare un posto migliore" dove vivere e lavorare. Ma siccome sono  costretti a "vivere nell’ombra" sono esposti allo sfruttamento sul  lavoro e non possono denunciare i crimini.

Lo ha detto oggi a Washington il presidente americano Barack  Obama, lanciando  il nuovo progetto per una riforma dell’immigrazione e chiedendo "un approccio pragmatico da parte di tutti".

Una riforma che secondo Obama è quanto mai necessaria. Per riuscire finalmente a  ristabilire lo spirito dell’America come "nazione di immigrati" dove  "non e’ importante la nascita e le radici ma la fede" nel fare grande  il Paese, ma anche per aggiustare "un sistema che non funziona, sia ai confini che per quanto riguarda le procedure legali che, tra burocrazie e  lungaggini, possono durare anche anni".

I tentativi, in questi anni, non sono mancati, ma sono sempre naufragati. Obama ha ricordato ad esempio di aver partecipato, da  senatore, allo sforzo per una legge bipartisan, anche insieme al suo  futuro sfidante per la Casa Bianca, John McCain.  

Nel suo discorso il presidente americano è stato comunque molto  attento a non usare la parola sanatoria, vista come il fumo negli  occhi dai repubblicani, anzi affermando che l’idea di dare  automaticamente a tutti i clandestini lo "lo status legale" e’  "ingiusta e poco saggia". Ma, ha poi sottolineato, come possa essere  ingiusto dal punto di vista morale "punire persone che stanno cercando solo di guadagnarsi da vivere" . Senza contare che è praticamente  irrealistico, ha aggiunto il presidente, pensare di deportare 11  milioni di persone, "si distruggerebbe il tessuto stesso della nazione".

Per quanto riguarda i confini, Obama ha sottolineato come ora siano più controllati di 20 anni fa e che intende continuare ad impegnarsi  in questa direzione. Ma ha  anche aggiunto che "i nostri confini sono troppo vasti per risolvere il problema solo con barriere e pattuglie, non funzionerà". "Per  fermare l’immigrazione illegale dobbiamo riformare il nostro sistema  che non funziona dell’immigrazione legale,  la domanda e’ se abbiamo il coraggio e la volontà politica di far  passare la legge al Congresso e avere finalmente la riforma" ha chiesto il presidente.

Obama ha ricordato come la controversa legge approvata  dall’Arizona abbia drammaticamente portato alla ribalta la questione:  il paese si e’ diviso, "alcuni hanno sostenuto la legge, altri l’hanno criticata lanciando boicottaggi, ma tutti condividono la  frustrazione per un sistema che non funziona". "La maggioranza  democratica è pronta ad andare avanti" ha detto Obama, che è forte anche del sostegno, secondo i sondaggi, della maggioranza degli americani e di molte associazioni civili, quelle religiose  in testa. Ma per portare la riforma in porto, serve anche una sponda tra i repubblicani.

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