Roma, 29 giugno 2026 – Garantire che l’attuazione del Patto europeo sulla migrazione e l’asilo non arretri sul terreno dei diritti dei minorenni migranti. È questo l’appello rivolto al Parlamento da 22 organizzazioni del Tavolo Minori Migranti, coordinato da Save the Children, mentre al Senato è in corso l’esame del decreto-legge n. 100 del 12 giugno 2026, contenente norme di attuazione del nuovo quadro europeo in materia di migrazione e asilo.
Secondo le organizzazioni, il provvedimento rischia di avere ricadute significative sui percorsi di bambini, bambine e adolescenti migranti, inclusi i minori stranieri non accompagnati e quelli arrivati in Italia con le proprie famiglie. Per questo chiedono che, nella conversione in legge del decreto, il Parlamento introduca modifiche capaci di garantire un saldo ancoraggio ai principi della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e alla tradizione giuridica italiana.
“I diritti dei minori rischiano di restare nell’ombra, invece dovrebbero essere messi al centro dell’esame parlamentare”, dichiarano le organizzazioni. Il Patto europeo, sottolineano, contiene anche misure restrittive che potrebbero riguardare minori e famiglie, introducendo strumenti che finora l’ordinamento italiano non aveva mai contemplato in questi termini.
Il riferimento è in particolare ai rischi legati al trattenimento, alle limitazioni della libertà di circolazione alle frontiere e all’inserimento dei minori in procedure accelerate per l’esame delle domande di protezione internazionale. Procedure che, secondo le associazioni, offrono garanzie inferiori e non sono adeguate a intercettare i bisogni specifici di bambini e adolescenti che hanno già affrontato esperienze traumatiche lungo il percorso migratorio.
Le 22 organizzazioni chiedono quindi che i minori non siano mai sottoposti a trattenimento, fermo per accertamenti o altre forme di privazione della libertà personale. Chiedono inoltre che le domande di protezione internazionale presentate da minorenni siano sempre esaminate con procedura ordinaria, evitando il ricorso a percorsi accelerati.
Al centro dell’appello c’è anche la difesa del modello italiano costruito negli ultimi anni, in particolare dopo l’approvazione della Legge 47 del 2017, nota come Legge Zampa, considerata una delle normative più avanzate in Europa per la tutela dei minori stranieri non accompagnati. Proprio grazie a questa legge, ricordano le organizzazioni, l’Italia ha assunto un ruolo riconosciuto a livello europeo come Paese promotore dei diritti dei minori migranti.
Il Patto europeo, pur introducendo una riforma ampia e complessa del sistema comune di asilo e migrazione, lascia agli Stati membri margini di discrezionalità. Ed è proprio su questi margini che le organizzazioni chiedono di intervenire, scegliendo le soluzioni più tutelanti per le persone vulnerabili, a partire dai minorenni.
Secondo il Tavolo Minori Migranti, l’Italia dispone già degli strumenti necessari per garantire il rispetto dei diritti dei bambini e degli adolescenti migranti: una normativa avanzata, procedure operative costruite negli anni, esperienza nel coordinamento tra istituzioni, enti locali e società civile. L’attuazione del Patto, sostengono, potrebbe quindi diventare un’occasione per rafforzare il sistema, colmando le carenze esistenti, anziché introdurre elementi di ulteriore fragilità.
Tra le priorità indicate figurano il potenziamento delle strutture di accoglienza, la garanzia di standard omogenei e adeguati ai bisogni dei minori, il rafforzamento delle équipe multidisciplinari per l’accertamento dell’età e il consolidamento del sistema della tutela volontaria.
“È proprio nella capacità di proteggere i minori e tutte le persone più vulnerabili che si misureranno le nuove norme anche in Italia”, avvertono le organizzazioni, secondo cui un’applicazione automatica delle parti meno garantiste del Patto rischierebbe di produrre nuove incertezze, angosce e traumi per bambini e adolescenti.
L’appello al Parlamento è dunque quello di non sacrificare il superiore interesse del minore in nome del controllo dell’immigrazione. Per le organizzazioni, l’attuazione del Patto europeo sarà un passaggio decisivo: potrà rafforzare il sistema italiano di protezione oppure indebolire principi che fanno parte della sua tradizione giuridica.
A sottoscrivere l’appello sono ActionAid Italia, Ai.Bi. Amici dei Bambini, Amnesty International Italia, Associazione Agevolando, ARCI, Caritas Italiana, Centro Astalli, CeSPI, CIDAS, CIR-Consiglio Italiano per i Rifugiati, CISMAI, CNCA, Cooperativa CivicoZero, Defence for Children International Italia, Emergency, Fondazione Terre des Hommes Italia, Intersos, Oxfam Italia, Salesiani per il Sociale, Save the Children, SOS Villaggi dei Bambini e Tutori in Rete.


