Roma, 24 giugno 2026 – È iniziato in Senato l’iter di conversione del decreto-legge n. 100/2026, il provvedimento con cui il governo italiano ha avviato l’adeguamento dell’ordinamento nazionale al nuovo Patto europeo su migrazione e asilo. Il testo è ora all’esame delle Commissioni riunite Affari costituzionali e Giustizia, chiamate a valutare il disegno di legge di conversione n. 1939.
Il decreto, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 12 giugno, introduce misure urgenti in materia di giustizia e contiene le prime disposizioni operative per l’attuazione del quadro europeo approvato il 14 maggio 2024. Nei prossimi giorni il confronto parlamentare entrerà nel vivo anche attraverso un ciclo di audizioni informali, previsto per il 24 e 25 giugno.
Il provvedimento interviene su diversi aspetti centrali della gestione delle domande di protezione internazionale. Tra le novità figurano la disciplina della manifestazione di volontà, della registrazione e della formalizzazione della domanda d’asilo, il rilascio dei documenti ai richiedenti e la ridefinizione delle procedure di frontiera. Il decreto adegua inoltre la normativa italiana ai regolamenti europei su accoglienza, procedura comune di protezione internazionale, rimpatrio alla frontiera, screening dei cittadini di Paesi terzi ed Eurodac.
Particolarmente rilevanti sono le norme sugli accertamenti alle frontiere esterne. Per gli stranieri rintracciati in occasione di attraversamenti irregolari o dopo operazioni di soccorso in mare sono previste verifiche di identità, sicurezza, salute e vulnerabilità, insieme al rilevamento fotodattiloscopico e segnaletico. Il testo disciplina anche il collegamento con il sistema Eurodac, la banca dati europea per il confronto dei dati biometrici.
Un altro punto centrale riguarda il trattenimento e le misure alternative. Il decreto introduce disposizioni sul rischio di fuga, sulla possibilità di imporre al richiedente l’obbligo di risiedere in un luogo specifico e sui rimedi giurisdizionali contro tali provvedimenti. Nelle procedure di frontiera, il trattenimento potrà essere disposto nei casi previsti dalla normativa europea e nazionale, con limiti temporali e garanzie procedurali.
Il testo contiene anche misure organizzative per sostenere l’impatto della riforma. È previsto il potenziamento delle Commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale, con nuove assunzioni a tempo determinato per il biennio 2027-2028. Viene inoltre istituito un ufficio per il processo stralcio presso le sezioni specializzate in materia di immigrazione, con l’obiettivo di accelerare la definizione dei procedimenti pendenti.
La conversione del DL 100/2026 rappresenta dunque un passaggio politico e amministrativo di grande rilievo. L’Italia si prepara ad applicare il nuovo sistema europeo, che punta a rendere più uniformi le procedure d’asilo tra gli Stati membri, rafforzando al tempo stesso i controlli alle frontiere e la gestione dei rimpatri. Il confronto parlamentare chiarirà ora se il testo sarà confermato nella sua impostazione originaria o se verrà modificato durante l’esame al Senato.


