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Phone center: in Lombardia 3mila a rischio: “Norme troppo severe”

Dovranno chiudere perché non rispettano le nuove norme regionali. Paschetta (Assiphoc): "Impossibile adeguarsi, se non cambiano le regole migliaia di famiglie resteranno senza reddito" MILANO – Migliaia di phone center lombardi rischiano di chiudere i battenti entro la fine del mese prossimo, lasciando prive di un reddito altrettante famiglie, per la stragrande maggioranza immigrate. Il problema? Non sono in regola con una severa legge regionale dedicata a una delle attività più diffuse tra gli imprenditori stranieri in Italia.

Le nuove "norme per l’insediamento e la gestione dei centri di telefonia fissa" sono entrate in vigore il 22 marzo del 2006 ma, immediatamente operativa per le nuove aperture, davano un anno di tempo a quelli già attivi per adeguarsi, pena la chiusura. A quasi un mese dal d-day, la situazione è allarmante. "Sui 3mila phone center attivi in Lombardia, meno del 5% degli esercizi sono riusciti a mettersi in regola. Queste norme sono inapplicabili, oltre che discriminatorie" denuncia Eugenio Paschetta, presidente dell’Associazione Nazionale Phone Center (Assiphoc).

A creare gli ostacoli principali sono l’obbligo ad avere due bagni (tre nei locali che superano i 60mq), la creazione di una sala d’aspetto e il divieto a svolgere altre attività accanto a quella di phone center: in pratica, se ci sono le cabine per telefonare, non possono esserci anche le postazioni internet o il servizio di money transfer.

"Per moltissimi gestori è materialmente impossibile creare altri bagni nei loro locali, e non capiamo perché non si possa prevedere, come succede ad esempio per altre attività come bar e parrucchieri, l’utilizzo di bagni esterni al locale, magari nel cortile" dice Paschetta. "Quanto poi alle sale d’attesa, è dagli anni sessanta che la gente non va nei posti di telefonia pubblica per aspettare le telefonate. Oggi uno va phone center, entra in cabina e telefona. Questa norma non ha nessun riscontro oggettivo".

Quanto poi all’"esclusività" del servizio, oltre ad essere in controtendenza rispetto alla liberalizzazione di un gran numero di attività, va contro la natura stessa dei phone center, fioriti in questi anni proprio perché riescono a offrire pacchetto completo di servizi tarati sulle esigenze di un cittadino straniero. Vuoi telefonare? Entri in cabina; vuoi sapere cosa succede nel tuo paese o controllare la posta elettronica? C’è la postazione internet; vuoi spedire i risparmi alla tua famiglia (che magari hai sentito un attimo prima per telefono) ? Ecco il money trasfer…

Domani mattina l’Assiphoc manifesterà a Milano di fronte alle Regione Lombardia. "Finora non abbiamo avuto nessuna risposta, – sottolinea il presidente nazionale – e ci sembra assurdo. Serve subito una proroga, ma poi bisogna cambiare le regole, perché altrimenti saremo punto e da capo. Mentre a livello centrale si parla di favore l’immigrazione legale e l’integrazione, qui migliaia di famiglie straniere stanno per rimanere senza alcuna fonte di reddito".

(19 febbraio 2007)

 

Elvio Pasca

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