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“È pericoloso”. Cacciato dall’Italia un ex leader del Ku Klux Klan

David Duke si era trasferito a Belluno. La Questura, quando ha scoperto chi è, non gli ha rinnovato il permesso di soggiorno: “Vuole lo sterminio della razza nera ed ebrea”

Roma – 5 dicembre 2013 – David Duke non può rimanere in Italia. Nei suoi confronti è stata accertata una “perdurante pericolosità sociale” e, “in base a fonti ufficiali attendibili, è stato indicato come soggetto intenzionato a costituire in Europa un’organizzazione con l’obiettivo dello sterminio della razza nera ed ebrea”.

Sono le motivazioni con cui la Questura di Belluno all’inizio di novembre ha negato il rinnovo del permesso di soggiorno a questo cittadino statunitense, scrittore di successo, trasferitosi sulle Dolomiti per svolgere alcune ricerche forse in vista di un nuovo best seller. Sono state però le ricerche della Polizia a scoprire che su di lui pendeva un provvedimento di inammissibilità nell’area Schengen emanato dalla Svizzera e valido fino al 7 settembre del 2019.

Ma chi è David Duke? La macchia più nera del suo passato è quella che lo vede in gioventù tra i leader del Ku Klux Klan, il movimento dei suprematisti bianchi americani. Un capitolo chiuso, dice lui, al quale è seguita una carriera come scrittore (suo il best seller  “Jewish Supremacism”, mentre è in arrivo "The Zionist Conspiracy") e come politico: è stato esponente del partito repubblicano e negli ultimi anni si è avvicinato al movimento del tea party.

Nel 2009, invitato nella Repubblica Ceca da un gruppo neo-nazista per promuovere Jewish Supremacism, fu arrestato con l’accusa di “negare o approvare il genocidio nazista e altri crimini nazisti” e per “la promozione di movimenti che vogliono sopprimere i diritti umani”. Rilasciato il giorno dopo, con l’ordine di lasciare il Paese, divenne presto un indesiderabile per i governi europee.

Strano che Duke sia riuscito ad entrare regolarmente in Italia e a ottenere un primo permesso di soggiorno. A Belluno spiegano tutto con una svista burocratica: la Svizzera ha chiuso Schengen a Ernest David Duke, ma lui in Italia ha utilizzato solo il suo primo nome. Fatto sta che quando la Questura ha capito chi è, gli ha negato il diritto di rimanere.

L’americano, comunque, non si è rassegnato e ha presentato un ricorso al Tar del Veneto contro il diniego del permesso di soggiorno. “Non è un pericoloso, non è mai stato accusato di voler fare proselitismo xenofobo in Italia” sostiene il suo legale Filippo Augusto. Una versione che però non ha convinto i giudici, che martedì scorso hanno respinto il ricorso: in Italia non c’è posto per David Duke.
 

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