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“Mezzo milione di irregolari, ma sono diminuiti”

“Dimezzati in dieci anni grazie a nuove norme e a causa della crisi economica. Ingressi regolari legati soprattutto a famiglia e lavoro”. Il quarto rapporto dell’European Migration Network

Roma – 14 marzo 2012 – “L’immigrazione irregolare, per il concomitante effetto delle più recenti modifiche normative e per l’impatto della crisi, verosimilmente si è ridotta, sia quantitativamente sia quanto alla sua incidenza sulla presenza regolare, ed è stimabile al 1° gennaio 2011 attorno al 10% dei quasi 5 milioni di cittadini stranieri regolarmente presenti in Italia”.

 

È quanto si legge nel quarto Rapporto dell’European Migration Network, dedicato a “Canali migratori Visti e full irregolari”, che verrà presentato oggi pomeriggio a Roma.

Realizzato da Ministero dell’interno in collaborazione con Idos, il rapporto stima cinquecentomila presenze irregolari, la metà di quelle che si ipotizzavano nel 2001. Una contrazione riscontrata anche nei dati sulle persone respinte alla forntiera (da 30mila nel 22001 a 4 mila nel 2010) e di quelle espulse (da 90mila a  47mila).

“Resta, tuttavia, da approfondire – sottolinea l’ EMN – il passaggio dalla regolarità all’irregolarità e, in particolare, in quale misura i titolari degli oltre 600.000 permessi per lavoro e per famiglia, validi al 31 dicembre 2009 e non più rinnovati a distanza di un anno a causa dell’attuale crisi economica, si siano trattenuti irregolarmente in Italia anziché rimpatriare”.

Il rapporto evidenzia il “forte nesso tra immigrazione irregolare ed economia sommersa” e passa in rassegna gli strumenti per contrastare l’irregolarità. A pattugliamenti delle coste, respingimenti ed espulsioni, si accompagnano un’attività di prevenzione, come le campagne di sensibilizzazione nei Paesi dìorigine per “mettere in guardia i potenziali migranti sulle conseguenze dell’irregolarità”e gli accordi con i Paesi d’origine.

La conclusione è che “l’immigrazione irregolare, consistente ma spesso enfatizzata oltre le sue effettive dimensioni, è un fenomeno complesso (perché coinvolge l’Italia e i Paesi di origine), in parte inevitabile (perché il mondo è caratterizzato da diversi stadi di sviluppo che alimentano strutturalmente la pressione migratoria) e in parte controllabile attraverso le politiche migratorie, che, da una parte, non possono fare a meno di prevedere misure di contenimento anche coattive e, dall’altra, sono chiamate a insistere maggiormente sulle misure incentivanti (che tra l’altro possono risultare anche meno costose).

Visti d’ingresso
Il rapporto analizza anche gli ingressi regolari, concentrandosi sui visti rilasciati dai consolati italiani nel mondo: 218 mila nel 2010, considerando solo quelli per soggiorni superiori a tre mesi, contro i 186 mila del 2001. Ingressi legati prevalentemente a  motivazioni familiari (42%) e lavorative (32%), ma non mancano quelli per studio (17%).

Negli ultimi dieci anni i visti per motivi familiari “si attestano costantemente tra il 37% e il 44% [del totale n.d.r.], con un picco massimo raggiunto nel 2004 e l’eccezione del 2007, anno in cui l’incidenza è stata pari al 25,7%. Tuttavia, è interessante segnalare la preponderanza dei visti per motivi di lavoro nel periodo compreso tra il 2007 e il 2009; in particolare, nel 2008, quando ben il 59,3% dei visti è stato rilasciato per motivi riconducibili a ragioni professionali e solo il 25,7% per ragioni familiari; queste sono invece prevalse nel 2010 (un anno di crisi occupazionale) e probabilmente anche nell’anno successivo”.

Il nuovo codice dei visti Schengen, in vigore dall’aprile 2010, dovrebbe “rendere più agevoli i canali della regolarità”, e quato obiettivo devono tenedere anche “lo sviluppo e il rafforzamento della cooperazione con i Paesi d’origine e di transito”. Il rapporto ricorda però che” il regolare ottenimento dei visti non preserva dal rischio della irregolarità perché la presenza irregolare è dovuta, nella maggior parte dei casi, non all’ingresso in Italia senza autorizzazione bensì alla permanenza che si protrae oltre il dovuto (overstaying)”.

Scarica
European Migration Network. Canali migratori. Visti e flussi irregolari. Quarto Rapporto, a cura di EMN/Ministero dell’Interno (Scheda riassuntiva)

EP

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